lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Dap, Marini: “Non è un documento da campagna elettorale”

Redazione Perugia Online

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Nessun taglio di servizi né aumenti di tasse, la presidente: "E' tornata la fiducia di poter trovare un lavoro e le imprese sono tornate ad assumere"

 
Dap, Marini: “Non è un documento da campagna elettorale”

Perugia – “Questo non è un documento da campagna elettorale ma da governo dell’Umbria, mentre stamattina ho ascoltato molti interventi propedeutici alla campagna elettorale”. Va giù dura la presidente della Regione, Catiuscia Marini, intervenendo in aula per la difesa del Documento annuale di programmazione per il 2015. Un documento che cade tra due legislature e tra due settennati di programmazione europea.

La crisi – “L’Umbria ha attraversato una crisi profonda, inserita nella crisi del Paese. Attraverso gli strumenti del Dap non si possono affrontare le criticità che l’Umbria si trova ad affrontare. Il Dap supera la concezione che si possa affidare al pubblico ogni azione di risposta alle difficoltà delle persone e alle esigenze di sviluppo delle imprese. In questi anni non abbiamo sottovalutato le difficoltà delle imprese e le esigenze di riforma della pubblica amministrazione”.

Riforme – “Abbiamo avviato un processo di riforme che puntiamo a completare con il Dap 2015. La nostra politica regionale produrrà i propri effetti interagendo con la politica europea e nazionale”. Il Dap 2015, ha ricordato la Marini, si fonda su 486 milioni di euro in meno a disposizione della regione: “avremmo potuto fare come altre Regioni mettendo mano a tagli al welfare (limitandosi a mantenere alla quota dei propri bilanci) oppure utilizzare la leva fiscale regionale per reperire risorse. Con risparmi sulla spesa generale abbiamo potuto mantenere la leva delle politiche sociali e di welfare”.

Imprese – La presidente si è quindi rivolta alle imprese, quelle che hanno subito i contraccolpi della crisi e quelle che fanno innovazione. “L’Umbria ce la farà se queste 350 imprese cresceranno e si consolideranno, espandendo gli effetti positivi. La programmazione europea produce una moltiplicazione notevole su molti settori. Segna obiettivi e risorse certe, per le quali ci siamo presi impegni molto precisi. Sarebbe stato inutile accantonare risorse per altre politiche sottovalutando il cofinanziamento europeo. Vanno letti con più attenzione anche alcuni indicatori, come quelli sull’occupazione: la fine del 2014 e l’inizio del 2015 registra la crescita di occupazione, occupati e insieme quella della disoccupazione. Questo significa che ci sono imprese che sono tornate ad assumere. E così è anche tornata la fiducia di poter trovare un lavoro e aumentano le iscrizioni ai centri per l’impiego. Non siamo fuori dal tunnel, ma questo non può avvenire senza il successo di alcune misure nazionali”.

 Rifiuti ed E45 – La presidente ha ricordato come la termovalorizzazione sia stata il tema della campagna elettorale del 2010 e l’E45 sia quello del 2015. “Sui rifiuti abbiamo sostenuto gli enti locali e la produzione di rifiuti è scesa, non solo per effetto della crisi. La raccolta differenziata è andata dal 30 al 53 per cento di media regionale, con alcuni Comuni sopra il 60 per cento. Possiamo così ipotizzare il superamento dell’incenerimento e lo possiamo fare proprio perché il Piano rifiuti ha ottenuto dei risultati, evitando situazioni di emergenza. Potremo ora predisporre un nuovo Piano, più coerente anche con le direttive comunitarie in materia di discariche. Sulle infrastrutture: abbiamo dato risposte significative sulla Foligno-Civitanova, sulla Perugia-Ancona, sul Nodo di Perugia, sulla Pian d’Assino. La Regione ha messo tra le priorità il superamento dell’isolamento di Gubbio così come il completamento della Tre Valli. Se la trasformazione della E45 sarà quella classica dell’autostrada, con caselli, svincoli e altro, la Regione tutelerà gli interessi dell’Umbria, sia come sostenibilità ambientale del progetto che come sostenibilità per gli umbri, visto che si tratta di una strada di collegamento. Tutto questo è scritto nel Piano trasporti, ma senza voler fare una battaglia fuori dai tempi. Bisognerà vedere se ci sarà un concorso di risorse pubbliche o di risorse private, che non si basano solo sul pedaggiamento”.

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