lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Disabilità complessa, più facile l’accesso ai servizi sanitari

Approvata nei giorni scorsi, in consiglio regionale, la mozione proposta dal dipartimento sociale del Partito democratico

 
Disabilità complessa, più facile l’accesso ai servizi sanitari
Regione Umbria. Ci sono voluti oltre due anni e mezzo, ma ora la mozione è adottata. E’ finalmente realtà, in quanto attuata concretamente dalla Giunta Regionale dell’Umbria, la mozione 797 sulla disabilità complessa, proposta nel marzo 2012 dal dipartimento sociale del Partito democratico e approvata all’unanimità due mesi più tardi, dal consiglio regionale. La mozione metteva in evidenza le iniziative da adottarsi per facilitare l’accesso ai servizi sanitari delle persone con disabilità.

La Responsabile Welfare del Pd provinciale Irene Ponti, accogliendo con soddisfazione la notizia, ha sottolineato come l’attuazione garantisca ai cittadini con disabilità complessa “maggiore appropriatezza nell’offerta e nell’accesso ai servizi sanitari” . Il Dipartimento Welfare del PD, nel presentare la mozione, aveva spiegato le grandi difficoltà che le persone con disabilità complessa incontrano in presenza di un problema di salute: per esse non c’è solo il problema in sé, ma anche la difficoltà ad esporlo.

“Sembra paradossale ma è realtà – ha aggiunto Irene Ponti –, le persone con disabilità complessa accedono ai servizi meno della media della popolazione, specie in età giovanile e pediatrica e, per mancanza di risposte adeguate, si verifica un uso improprio dei centri di riferimento, percepiti erroneamente dalle famiglie come gli unici luoghi di cui fidarsi. Ci sono problemi invece che sarebbe più opportuno affrontare altrove”. Grazie a questa mozione si sta rafforzando il ruolo di medici e pediatri che collaborano con i servizi di riferimento nell’indicare i percorsi di salute dei propri assistiti.

Una delle novità più importanti riguarda la predisposizione di una corsia preferenziale di accesso al pronto soccorso, in caso di problematiche urgenti, per la valutazione del paziente in maniera facilitata. Tra i punti fondamentali che si stanno attuando c’è anche l’inserimento nei percorsi formativi obbligatori degli operatori sanitari del Servizio Sanitario Regionale: un tempo di formazione non inferiore al 10% da dedicare agli aggiornamenti sulle modalità di ascolto e risposta alle problematiche di pazienti con disabilità intellettiva.

Simona Trentini

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