All’esito dell’operazione “Mama Boys” che, lo ricordiamo, ha portato alla cattura di ben 10 pushers ed all’espulsione di altri 6 connazionali, gli uomini della Sezione Criminalizzata, diretti dal Piero Corona, hanno “allargato” il loro raggio d’azione investigativa, monitorando le principali vie d’accesso alla città, con particolare attenzione a quella ferroviaria, particolarmente gradita ai corrieri/ovulatori, i quali spesso, per evitare i controlli stradali o autostradali, scelgono il treno confidando di farla franca.
Ma nella serata di ieri, giovedì 26 febbraio 2015, al corriere di turno non è andata proprio liscia. Una squadra coordinata dall’ispettore superiore Bigini e diretta sul campo dall’ispettore capo Armando Finzi, salita a bordo di un convoglio proveniente da Roma, ha letteralmente passato sotto la lente di ingrandimento tutti i passeggeri presenti.
Tra essi, hanno notato un uomo di colore particolarmente nervoso: sottoposto ad un normale controllo di identificazione il viaggiatore, sprovvisto di qualsiasi documento, è stato accompagnato in Questura per gli accertamenti del caso. I sospetti degli investigatori, incrociati con i precedenti specifici per droga a carico del fermato, hanno suggerito ulteriori accertamenti sanitari, ma prima di lasciare la Questura per accompagnare il nigeriano in Ospedale, lo stesso ha evacuato due ovuli termosaldati contenenti una polvere biancastra. Grazie alle prime analisi svolte dal personale della Polizia Scientifica, la polvere è risultata essere “eroina” per 23 grammi circa, ed il corriere è stato tratto in arresto obbligatorio in flagranza di reato per la violazione dell’art. 73 del DPR. 309 del 1990: d’intesa con il Pubblico Ministero di Turno, Manuali, è stato poi trasferito a Capanne.
L’uomo, C. A, nigeriano del 1972, ha numerosi precedenti per la violazione delle norme sull’immigrazione, per spaccio di sostanze stupefacenti e per evasione, tutti commessi tra Perugia, Ancona, Jesi, Chieti, Caserta e Mondragone (Ce). Saranno gli ulteriori sviluppi investigativi degli uomini del dottor Chiacchiera a stabilire quali siano il volume d’affari del corriere ed i suoi contatti o eventuali fornitori a Roma, da dove si è mosso per introdurre la droga a Perugia.
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