Regione Umbria. “La vicenda della E45 autostrada non può essere risolta nel chiuso di qualche palazzo”. Il capogruppo dell’Italia dei valori in consiglio regionale Oliviero Dottorini non molla la presa sul progetto di trasformazione in autostrada della E45, approvato la scorsa seduta con il voto congiunto di Pd e centrodestra (contrari Lega, Rifondazione e, appunto, Idv). “E’ giusto – dichiara – che i cittadini vengano messi a conoscenza dei rischi a cui va incontro la nostra regione e possano esprimersi su di un’opera che non porterebbe alcun vantaggio all’Umbria, ma solo danni ambientali e pedaggio anche a carico dei residenti”.
Un progetto, quello della E45 autostrada, promosso a suo tempo – durante il governo Berlusconi – dall’imprenditore-finanziere-costruttore-politico Vito Bonsignore, che per primo ha presentato un progetto assicurandosi il diritto di prelazione: un’arteria nevralgica per il transito delle merci, sostiene la Regione e Confindustria umbra, un affare per gli amici e un costo per i cittadini, ritengono le forze politiche – poche, per la verità – che si sono da sempre opposte all’operazione. Il cui costo, non è un mistero, è di 10 miliardi di euro per 380 chilometri di autostrada (da Mestre a Orte, ndr), la metà dei quali a carico del pubblico mentre l’altra accollata da Bonfiglio, il quale – come premio da benefattore – potrà beneficiare di sgravi fiscali su Ires e Irap per 15-20 anni, oltre – pare – a vantare diritti sui pedaggi per un lungo periodo di tempo. Tanto varrebbe, a questo punto, che lo Stato se la pagasse tutta per intero.
Tornando all’Idv e a Dottorini, in questo momento si stanno valutando “i contenuti di un quesito referendario da sottoporre al Consiglio regionale per chiedere agli umbri cosa ne pensano del progetto. Non ci nascondiamo la difficoltà a raccogliere le sei firme necessarie a proporre l’atto in aula e non è per nulla scontato che dall’assemblea legislativa escano i 16 voti necessari a consentire il referendum consultivo. Tuttavia – spiega Dottorini – confidiamo nello spirito democratico delle forze consiliari che non avranno certo timore di interpellare i cittadini su un’opera infrastrutturale di questa portata. Si tratta di una realizzazione che cambierà i connotati paesaggistici e ambientali della regione e condizionerà le abitudini consolidate dei tanti utenti che rischiano di vedersi sottoposti a un pedaggio che a noi appare inopportuno”.
La linea di Dottorini, per questa come per altre questioni strategiche, è insomma quella della conservazione in senso positivo dell’esistente, contrapposta allo stravolgimento paesaggistico e sociale. “L’Umbria – aggiunge – ha bisogno di mettere in sicurezza una E45 che ormai versa in condizioni pietose e di terminare le mille opere incompiute che divorano risorse pubbliche senza dare frutti. Occorre, questo sì, potenziare e modernizzare la nostra rete ferroviaria, rendendola degna di una regione e di un Paese civile. Ma tutto questo non figura tra i progetti del governo che preferisce invece, con il colpevole avallo del nostro Consiglio regionale, intraprendere un progetto faraonico e anacronistico mettendolo a carico dei contribuenti attraverso il pedaggio. A farne le spese saranno i tanti pendolari che ogni giorno sono costretti a spostarsi per andare al lavoro e in generale tutti coloro che hanno puntato sull’immagine del ‘cuore verde d’Italia’ per dare impulso alle proprie prospettive turistiche e imprenditoriali”.
Il capogruppo Idv lancia infine un duro attacco alla “visione che cementa destra e sinistra in questa regione. Quello che è successo in consiglio regionale (l’approvazione, appunto bipartisan, della trasformazione della E45 in autostrada, ndr) è l’ennesimo grave errore di valutazione in tema di infrastrutture. La nostra regione ha perduto una straordinaria occasione per sfilarsi da un progetto che non aveva senso dieci anni fa, ma che oggi assume i connotati di un’assurdità colossale che lascerà all’Umbria soltanto devastazione ambientale e pedaggio a carico dei cittadini”.
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