L’opera – Non si placano le polemiche intorno al futuro della E-45. Una strada che, a guardare bene la cartina, non finisce come molti pensano a Cesena ma arriva al Nord, in Finlandia. Per il tratto che va da Mestre a Orte, però, lo scorso 8 novembre il Cipe, comitato interministeriale di programmazione economica, ha approvato la sua trasformazione in autostrada.
Un’idea che non piace a molti – Un serpentone di cemento e asfalto che squarcia l’Umbria a metà, attraversa il Tevere in dieci punti e lo guarda per 30 chilometri. Collega nella sola Regione con il suo doppio senso di marcia San Giustino a Orte, passando accanto a Città di Castello, Perugia, Todi, Terni e Narni. Uno sperpero di denaro – per chi contrasta la grande opera – anche se realizzata in project financing, cioè coperto interamente da capitali privati, un’impresa dannosa che riduce l’Umbria a regione camionabile e rappresenta l’opposto di un modello di sviluppo sostenibile. Un’opera importantissima per l’intera regione -per i suoi sostenitori – che collega da nord a sud tutto il territorio verso le grandi direttrici europee.
Il pedaggio – Tra i tanti nodi rimane ancora sospesa l’annosa questione del pedaggio per i residenti. “Secondo il Piano finanziario – spiega Dottorini – il promotore del progetto per procedere all’attuazione del programma di investimenti ritiene congrua l’applicazione di una tariffa pari a 0,15225 euro al chilometro per i veicoli leggeri e pari a 0,29757 per quelli pesanti. Applicando un semplice calcolo matematico si scopre che per coprire i circa 50 chilometri che separano Perugia da Città di Castello occorreranno circa 7,60 euro, mentre da Terni a Perugia saremmo attorno ai 12 euro. Ovviamente la stangata sarà quasi doppia per i mezzi pesanti, ma anche per i mezzi di trasporto dei piccoli imprenditori locali. Un autentico salasso che, se non immediatamente smentito, chiamerebbe in causa anche le responsabilità di chi non ha adeguatamente informato sia i cittadini sia chi per essi deve assumere decisioni nelle sedi istituzionali.
Cifre preoccupanti – Soprattutto i sostenitori della mega-opera dovrebbero abbandonare la demagogia e le ambiguità con le quali in questi anni hanno preso in giro i cittadini. A nulla valgono più – aggiunge – le finte rassicurazioni di chi parla di esenzioni o alleggerimenti per i residenti, dal momento che l’arteria è utilizzata essenzialmente da un traffico locale e senza il contributo dei residenti il progetto risulterebbe insostenibile e irrealizzabile. Oggi è chiaro quindi che il pedaggio lo pagheremo tutti e, purtroppo, dai dati emerge un quadro ancora più sconfortante del previsto. Il combinato di volumi di traffico molto bassi e di costi di realizzazione elevati, ci mette di fronte a una cruda realtà: per rientrare dall’investimento sarà necessario un pedaggio pesante a carico dell’intera collettività. E’ una brutta notizia per tutti, ma in particolare per i pendolari e per gli imprenditori locali che in questi anni sono stati presi in giro con false promesse e che invece dalla trasformazione della E45 in autostrada riceveranno contraccolpi insostenibili in termini economici”.
Il project financing – “Le associazioni e i movimenti che in questi mesi si sono mobilitati, attraverso la raccolta firme sulla petizione regionale contro il progetto della Orte-Mestre – ricorda Dottorini – sono consapevoli che i privati non sono dei benefattori e che i 10 miliardi previsti per la realizzazione graveranno sulle spalle dei cittadini. I contribuenti si vedranno caricati dei costi di un’opera faraonica e anacronistica, che risponde più ai legittimi appetiti di qualche gruppo imprenditoriale che alle esigenze infrastrutturali della nostra regione. È bene che l’ampio schieramento dei sostenitori dell’autostrada, che va dal Pd a Forza Italia, dai Socialisti al Ncd – conclude Oliviero Dottorini – faccia un passo indietro sull’appoggio ad un’opera che non lascerà soltanto una ferita insanabile per il nostro territorio e per il nostro tessuto produttivo, ma assesterà un colpo insostenibile alle nostre economie familiari e imprenditoriali”.
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