martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

E-45, “il pedaggio sarà un salasso”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Continua a far discutere la proposta di trasformazione della E-45 in autostrada. 7,60 euro per la tratta Città di Castello-Perugia, 12 euro per arrivare fino a Terni. Secondo Dottorini, Idv, si tratta di "Cifre preoccupanti"

 
E-45, “il pedaggio sarà un salasso”
Perugia. “Nessuna esenzione per i residenti. Il pedaggio ci sarà e lo pagheremo anche caro”. Così Oliviero Dottorini (Idv) commenta i dati del “Piano economico finanziario elaborato dai privati che finanzieranno la trasformazione della E-45 in autostrada”. Ed è subito pronta un’interrogazione urgente alla Giunta Regionale per chiedere che siano rese pubbliche tutte le notizie in merito, compresa la Relazione illustrativa al Piano finanziario per la realizzazione del corridoio di viabilità autostradale della tratta Orte-Mestre.

L’opera – Non si placano le polemiche intorno al futuro della E-45. Una strada che, a guardare bene la cartina, non finisce come molti pensano a Cesena ma arriva al Nord, in Finlandia. Per il tratto che va da Mestre a Orte, però, lo scorso 8 novembre il Cipe, comitato interministeriale di programmazione economica, ha approvato la sua trasformazione in autostrada. 

Un’idea che non piace a molti – Un serpentone di cemento e asfalto che squarcia l’Umbria a metà, attraversa il Tevere in dieci punti e lo guarda per 30 chilometri. Collega nella sola Regione con il suo  doppio senso di marcia  San Giustino a Orte, passando accanto a Città di Castello, Perugia, Todi, Terni e Narni. Uno sperpero di denaro – per chi contrasta la grande opera – anche se realizzata in project financing,  cioè coperto interamente da capitali privati, un’impresa dannosa che riduce l’Umbria a regione camionabile e rappresenta l’opposto di un modello di sviluppo sostenibile. Un’opera importantissima per l’intera regione -per i suoi sostenitori – che collega da nord a sud tutto il territorio verso le grandi direttrici europee.

Il pedaggio – Tra i tanti nodi rimane ancora sospesa l’annosa questione del pedaggio per i residenti. “Secondo il Piano finanziario – spiega Dottorini – il promotore del progetto per procedere all’attuazione del programma di investimenti ritiene congrua l’applicazione di una tariffa pari a 0,15225 euro al chilometro per i veicoli leggeri e pari a 0,29757 per quelli pesanti. Applicando un semplice calcolo matematico si scopre che per coprire i circa 50 chilometri che separano Perugia da Città di Castello occorreranno circa 7,60 euro, mentre da Terni a Perugia saremmo attorno ai 12 euro. Ovviamente la stangata sarà quasi doppia per i mezzi pesanti, ma anche per i mezzi di trasporto dei piccoli imprenditori locali. Un autentico salasso che, se non immediatamente smentito, chiamerebbe in causa anche le responsabilità di chi non ha adeguatamente informato sia i cittadini sia chi per essi deve assumere decisioni nelle sedi istituzionali.

Cifre preoccupanti – Soprattutto i sostenitori della mega-opera dovrebbero abbandonare la demagogia e le ambiguità con le quali in questi anni hanno preso in giro i cittadini. A nulla valgono più – aggiunge – le finte rassicurazioni di chi parla di esenzioni o alleggerimenti per i residenti, dal momento che l’arteria è utilizzata essenzialmente da un traffico locale e senza il contributo dei residenti il progetto risulterebbe insostenibile e irrealizzabile. Oggi è chiaro quindi che il pedaggio lo pagheremo tutti e, purtroppo, dai dati emerge un quadro ancora più sconfortante del previsto. Il combinato di volumi di traffico molto bassi e di costi di realizzazione elevati, ci mette di fronte a una cruda realtà: per rientrare dall’investimento sarà necessario un pedaggio pesante a carico dell’intera collettività. E’ una brutta notizia per tutti, ma in particolare per i pendolari e per gli imprenditori locali che in questi anni sono stati presi in giro con false promesse e che invece dalla trasformazione della E45 in autostrada riceveranno contraccolpi insostenibili in termini economici”.

Il project financing – “Le associazioni e i movimenti che in questi mesi si sono mobilitati, attraverso la raccolta firme sulla petizione regionale contro il progetto della Orte-Mestre – ricorda Dottorini – sono consapevoli che i privati non sono dei benefattori e che i 10 miliardi previsti per la realizzazione graveranno sulle spalle dei cittadini. I contribuenti si vedranno caricati dei costi di un’opera faraonica e anacronistica, che risponde più ai legittimi appetiti di qualche gruppo imprenditoriale che alle esigenze infrastrutturali della nostra regione. È bene che l’ampio schieramento dei sostenitori dell’autostrada, che va dal Pd a Forza Italia, dai Socialisti al Ncd – conclude Oliviero Dottorini – faccia un passo indietro sull’appoggio ad un’opera che non lascerà soltanto una ferita insanabile per il nostro territorio e per il nostro tessuto produttivo, ma assesterà un colpo insostenibile alle nostre economie familiari e imprenditoriali”.

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