lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Ecomusei dell’Umbria: aperte le iscrizioni per entrare a far parte della rete regionale

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Le domande dovranno pervenire entro il 30 ottobre. Finora la lista comprende le strutture di Campello sul Clitunno, della dorsale appenninica umbra, del paesaggio orvietano, del Tevere e del Paesaggio degli Etruschi.

 
Ecomusei dell’Umbria: aperte le iscrizioni per entrare a far parte della rete regionale
Regione Umbria.  Spazio a nuovi ingressi per arricchire il sistema ecomuseale umbro: a partire da lunedì 3 ottobre fino al 30 ottobre gli ecomusei non ancora riconosciuti potranno presentare la domanda di accreditamento. Ne dà notizia l’assessore regionale all’ambiente e cultura Fernanda Cecchini, ricordando che “gi ecomusei, intesi non come semplici collezioni di cose, ma come luoghi di relazioni, memorie storiche e testimonianze materiali e immateriali, veri e propri strumenti per valorizzare le identità, i paesaggi e i territori, sono tra i progetti culturali più innovativi avviati in molti Paesi europei. Anche l’Umbria – sottolinea – vuole sostenerli, coinvolgendo cittadini, comunità ed Enti locali, per elaborare un concetto più moderno di sviluppo e di sostenibilità ambientale”.

La Regione Umbria ha creato una tete ecomuseale alla quale possono accedere gli ecomusei locali che hanno un proprio progetto di fattibilità e possono dimostrare di aver svolto attività di animazione e sensibilizzazione sul territorio con il coinvolgimento della popolazione locale negli ultimi tre anni. Il presupposto della norma è che un ecomuseo per sua natura non possa essere istituito dall’alto, ma per poter fare parte di una Rete regionale debba avere caratteristiche e modalità operative condivise. al 2011 ad oggi sei sono gli ecomusei che hanno fatto domanda di riconoscimento e sono stati inseriti nel sistema ecomuseale umbro: l’ecomuseo di Campello sul Clitunno, l’ecomuseo della dorsale appenninica umbra, l’ecomuseo del paesaggio orvietano, l’ecomuseo del tevere e l’ecomuseo del Paesaggio degli Etruschi.

La costituzione di una rete regionale ecomuseale ha permesso anche di entrare a far parte della comunità nazionale degli ecomusei che, grazie alla condivisione di un sito (www.ecomusei.eu) e di un profilo Facebook (Ecomusei d’Italia), mette in relazione operatori e istituzioni impegnati nella valorizzazione di questa importante realtà culturale. Le occasioni di confronto non mancano: anche recentemente, durante la Conferenza generale Icom (International Council of Museums) che si è svolta quest’anno a Milano dal 3 al 9 luglio, la Rete ecomuseale umbra è stata presente con le proprie eccellenze. In particolare, l’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra è stato valutato fra i dieci progetti più significativi tra i duecento che hanno partecipato al censimento “Musei e paesaggi culturali”, promosso nel 2015 dall’Icom Italia in vista della Conferenza generale, alla quale sono intervenuti oltre quattromila professionisti di musei provenienti da più di cento Paesi del mondo.

Una vetrina mondiale alla quale, insieme al progetto del “Cedrav”, sono stati presentati tra i 35 progetti valutati di eccellenza anche il Museo naturalistico del Parco regionale di Colfiorito e il Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco (Antenna dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica. “Una rete regionale ecomuseale viva e in continua crescita – afferma l’assessore Cecchini – con la possibilità di nuovi ingressi con l’apertura dei termini per la presentazione delle domande di accreditamento”. Il Servizio Musei, biblioteche e archivi della Regione potrà svolgere, su richiesta, eventuale attività di supporto per la presentazione delle domande. Uno specifico Comitato tecnico scientifico composto da funzionari regionali e da esperti designati dall’Università degli Studi di Perugia e dal Consiglio delle Autonomie Locali valuterà i progetti presentati ai fini dell’accreditamento.

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