La Marini – Ad oggi, i candidati alla carica di governatore della Regione sono nove. A cominciare dalla presidente uscente, Catiuscia Marini, sostenuta dal suo partito, il Partito Democratico, dal Psi, Sel e da due liste civica. “Adesso i candidati alla presidenza sono 9 – ha detto la Marini sabato scorso all’inaugurazione del suo comitato elettorale a Bastia Umbra – ma noi ci distinguiamo non solo perché abbiamo governato questa regione, ma anche perché abbiamo un programma di chi pensa di governare l’Umbria, di chi ha fatto e vuole continuare a fare le riforme”.
Claudio Ricci – Irrefrenabile è invece il sindaco di Assisi, Claudio Ricci che, a bordo della sua Fiat Panda, ha ripreso a girare da nord a sud tutta l’Umbria per incontrare direttamente i cittadini e parlare con loro, portando avanti la sua idea di una campagna elettorale che si identifichi con un referendum sul cambiamento. Accanto a lui tutto lo schieramento di centrodestra che comprende liste di partiti (Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia) e liste civiche con esponenti di Ncd, Udc e della societa’ civile.
Andrea Liberati – Sostituita in corsa la candidata inizialmente designata dalla rete, Andrea Liberati corre con i Cinquestelle. Già presidente di Italia Nostra a Terni, Liberati punta tutto sulla questione morale: dopo vitalizi e pensioni il giovane cavallo di battaglia dei cinque stelle ha manifestato sotto a Palazzo Cesaroni con i certificati penali in mano all’urlo “Fate lo stesso anche voi”. Dopo le visite dei due leader in Parlamento Di Maio e Di Battista, c’è grande attesa per la Marcia per il reddito di cittadinanza organizzata da Beppe Grillo per il prossimo 9 maggio, quando il leader del Movimento 5 Stelle percorrerà i 25 km che separano Perugia da Assisi proprio come fece Aldo Capitini.
Le altre liste – Michele Vecchietti è candidato per L’Umbria per un’altra Europa mentre Amato John De Paulis con Alternativa riformista, Simone Di Stefano, numero due di Casapound, corre per Sovranità mentre poco fa ha annunciato la sua candidatura per Forza Nuova anche Fulvio Carlo Mioca. L’imprenditore Giampiero Prugni si candida invece per l’Italia dei diritti e lo spoletino Aurelio Fabiani interpreta i sogni dell’estrema sinistra sostenuto dalla lista Casa rossa – partito comunista dei lavoratori.
Le grane a sinistra – Tra sciabolate e colpi di scena, il testa a testa elettorale dovrebbe essere comunque tra l’uscente Marini e il sindaco Ricci. Nei loro rispettivi schieramenti, non sono mancate fibrillazioni e scontri. Il Pd deve fare i conti con la questione Spoleto: nella lista del partito della presidente uscente e ricandidata non ha trovato posto alcun rappresentante della quinta citta’ dell’Umbria. Un fatto che la sinistra del partito ha preso male, chiedendo alla dirigenza renziana del Pd umbro (Giacomo Leonelli, segretario regionale, che e’ anche capolista) di porre rimedio, finche’ c’e’ tempo, all’esclusione spoletina. Tra le novità del nuovo schieramento, rispetto alle regionali del 2010, il mancato appoggio di Rifondazione comunista (che ha un suo candidato, Vecchietti, con L’ Umbria per un’altra Europa) e Italia dei valori. Tiene, invece, l’alleanza con Sel, oltre che con il Psi.
…e a destra – Nel centro destra, l’impronta “francescana” del sindaco di Assisi è riuscita a mettere insieme una coalizione (con 6 liste in tutto, tre politiche e tre civiche) che include Lega Nord ma anche esponenti di Ncd, oltre a Fi (partito originario di Ricci, dal quale nel 2010 non aveva ottenuto il via libero per essere candidato) e a Fratelli d’Italia. E se questo può essere un punto di forza per il Sindaco Ricci, tanto che a livello nazionale si è coniato il termine “modello Umbro”, la coabitazione tra partiti e liste civiche che supportano la candidatura di Ricci da quasi due anni può rappresentare anche la prima insidia nella corsa e anche in un eventuale governo della Regione. Non pochi, infatti, i malumori e i mal di pancia per i tanti esponenti di una politica fatta a livello locale fuori dai partiti che, dopo due anni di sostegno, si sono visti un po’ mettere da parte in favore di qualche partito. Mentre in Forza Italia la parte che fa riferimento a Raffaele Fitto continua a chiedere che sia candidato un proprio rappresentante (il deputato fittiano Pietro Laffranco ha ipotizzato di presentare una propria lista, se questo non avverrà). Tutto da verificare, e al momento poco prevedibile, il risultato che potrà conseguire il candidato Cinquestelle, Liberati, al momento nel ruolo di “terzo incomodo”.
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