“È urgente individuare – fanno sapere da Avis Umbria – le cause della costante diminuzione delle donazioni e proporre idonei strumenti e iniziative capaci di invertire l’attuale tendenza. Tutte le componenti del servizio dovranno essere impegnate, dall’assessorato regionale competente ai direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere, dagli operatori dei servizi all’associazione”. La carenza che persiste ormai da oltre 18 mesi spesso, infatti, si avvicina all’emergenza. Ad aprile i donatori Avis hanno effettuato meno di 3mila donazioni. Non si registrava un dato così basso dal luglio 2008. Ma tutto il primo quadrimestre del 2017 si è chiuso con il segno negativo: meno 5,06 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016 e cioè meno 710 donazioni avisine e meno 1.400 donazioni rispetto a quelle programmate.
“Si rende indispensabile – è l’appello che arriva da Avis Umbria – sollecitare ancora una volta quanti sono nelle condizioni di donare, soci e non soci, nuovi e vecchi donatori, perché contattino la sede Avis a loro più vicina o di appartenenza, in alternativa il servizio immunotrasfusionale o il punto di raccolta di riferimento, per programmare il proprio accesso e rendere utile il proprio dono”. “Occorrerà sempre più – concludono da Avis Umbria – che il cittadino, responsabile e generoso, che volontariamente ha scelto o sceglierà di essere donatore periodico, svolga un reale servizio alla collettività effettuando una donazione programmata secondo le esigenze dei presidi. Ci rivolgiamo specialmente ai più giovani che devono rendersi protagonisti di questi piccoli, ma importanti gesti per la sopravvivenza. Più donazioni significa più sicurezza per tutti”.
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