“L’equipe intervenuta, composta sia da membri dell’Ordine che dell’associazione Emdr-Italia, ha lavorato in sinergia con la Protezione Civile dopo aver chiesto la disponibilità dei colleghi psicologi della regione e non, con formazione nel campo della psicologia delle emergenze”, spiegano i referenti dell’Ordine umbro. Fra gli aspetti emersi maggiormente in fase di ascolto, c’è “l’aspetto della paura di rientrare nelle abitazioni, anche in quelle cui è stata confermata l’agibilità”. L’equipe ha riscontrato nella popolazione anche “una sorta di senso di abbandono, con sensazione di attenzione minore rispetto alle altre zone colpite dal sisma”. In alcune delle persone supportate è emersa anche “una vulnerabilità per paure legate ai precedenti terremoti, quello del 1979 e quello del 1997, riemerse in questa occasione”.
“Ora, terminata la parte in emergenza – spiega il presidente dell’Ordine umbro David Lazzari – inizia la seconda fase, nella quale è importante accompagnare la popolazione nella rielaborazione di quanto accaduto e nel ripristino di equilibri adattativi fisiologici”. A tale fine l’Ordine “ha preso contatti con la Regione e i Comuni del territorio per rendere possibile tale assistenza”.
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