Giorgio Albertazzi – Grande attore di teatro, attivo da decenni sulle scene, Albertazzi è stato anche uno dei primi divi televisivi, protagonista di letture poetiche e di sceneggiati di grande successo. Nato a Fiesole nel 1923, ha debuttato sul palcoscenico nel 1949 in Troilo e Cressida di Shakespeare, con la regia di Luchino Visconti al Maggio Musicale Fiorentino. Pur avendo girato una trentina di film e avendo lavorato molto in televisione, soprattutto come interprete di sceneggiati televisivi di successo negli anni sessanta, tra cui L’idiota e Jekyll, Albertazzi è soprattutto un grande attore di teatro, spesso anche regista dei propri spettacoli. Visconti e Zeffirelli sono stati i suoi grandi maestri. Ha recitato in ben 16 personaggi di Shakespeare come protagonista e si può definire un esperto del grande scrittore inglese. Lo scorso anno si è concesso un momento di leggerezza partecipando al reality Ballando sotto le stelle.
L’intervista – Presentato da Teresa Severini e intervistato da Bruno Taburchi, Albertazzi parla di teatro, della sua vita e di quella di altri attori attraverso una serie di aneddoti che permettono anche di comprendere meglio cosa sia l’arte. Dichiara: “non esiste l’attore bravo o meno bravo; l’arte del teatro è essere il personaggio e non fare il personaggio”. Taburchi aiuta la platea a ripercorrere i momenti salienti della carriera del maestro, poi gli lascia molto spazio e Albertazzi non manca di condividere ironicamente anche i suoi limiti umani: “Sono un uomo in fuga. Scappo sempre dalle persone che mi vogliono bene”. Uomo di cultura, carisma e simpatia ha conquistato tutti e lui si è lasciato conquistare dalla presenza in sala di una rappresentanza di studenti provenienti dalle Marche e li ha invitati a sedere avanti, intorno a lui. Alla fine dell’intervista scopriamo che il personaggio shakespeariano femminile che più lo affascina è Cleopatra, perché padrona del mondo, regina del Nilo e, prendendo spunto da una domanda postagli sul futuro del teatro sottolinea che, a differenza di quanto si possa immaginare, esso non è stato sostituito dall’interesse per la televisione o del cinema; statistiche rivelano, al contrario, che le sale del teatro si riempiono più degli stadi. Una ricerca ha dimostrato, inoltre, che quando la società vive un momento di crisi, come quello che stiamo sperimentiamo negli ultimi anni, il teatro si riempie, è una forma di compensazione e tocca nel profondo.
- Foto Credit: Davide Castellucci
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