lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Ponte d’Oddi e il silenzio dell’Amministrazione comunale

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

"Palazzo dei Priori - spiegano dal Pd di San Marco e dal circolo territoriale - dovrebbe spiegare ai cittadini, molti dei quali allarmati e delusi da tante promesse mancate, il tipo di attività che si svolge nel centro di accoglienza del quartiere"

 
Ponte d’Oddi e il silenzio dell’Amministrazione comunale
Perugia. Una Caserma dei Carabinieri trasformata in cento di accoglienza per rifugiati ma, sopratutto, un quartiere a cui è stato sottratto un punto importante per la questione sicurezza. Dopo lo striscione di protesta affisso sull’edificio dai militanti di Casapound, a dire la sua è il Pd di San Marco, insieme al circolo territoriale di quartiere.

Solidarietà – In merito al nuovo Centro di accoglienza di rifugiati a Ponte d’Oddi, il Partito Democratico di Perugia e il Circolo territoriale del Pd di San Marco esprimono la propria vicinanza e solidarietà alle donne e agli uomini ospiti della struttura, “persone in difficoltà, in fuga dalle loro terre martoriate, costretti a scappare da guerre e persecuzioni”, e condannano “tutte quelle manifestazioni strumentali che si sono palesate in questi giorni, in particolare la protesta del movimento di estrema destra Casa Pound”. “Un Paese come il nostro, – scrivono dal Pd – ha l’obbligo umanitario e sociale di essere solidale, ovviamente nel rispetto della legalità, e di portare avanti politiche di accoglienza temporanea per quanti scappano da guerre e persecuzioni nei propri Paesi”.

L’Amministrazione comunale in silenzio – “Sarebbe apprezzabile, dunque, che l’amministrazione comunale si impegnasse a spiegare ai cittadini, molti dei quali allarmati e delusi da tante promesse mancate, il tipo di attività che si svolge a Ponte D’Oddi, affidata a una cooperativa sociale – dicono i democratici – un’attività temporanea e finalizzata all’accoglienza dei rifugiati in attesa del riconoscimento e del reperimento dei documenti. Questo per evitare inutili allarmismi e pericolosi rigurgiti razzisti e xenofobi”.

“Quello che colpisce in questa vicenda è, dunque, la mancata chiarezza intorno ai progetti per la struttura e, soprattutto, il silenzio assordante dell’amministrazione comunale di fronte alle richieste del quartiere di Ponte D’Oddi”. Su tutte quelle relative alla ex caserma dei Carabinieri. “La vecchia Amministrazione, dopo la decisione dell’Arma dei Carabinieri di spostare per motivi economici la caserma da Ponte d’Oddi a Elce, si era impegnata di fronte alle associazioni del territorio e ai cittadini a sostituire la caserma con una struttura complessa che avrebbe visto operare nel territorio i Vigili Urbani, la Polizia Provinciale insieme ad una stazione mobile dei Carabinieri. Impegni dimenticati dall’attuale Amministrazione che, è utile ricordarlo, quando era minoranza, tramite alcuni autorevoli politici e consiglieri comunali, ha protestato contro la chiusura della Caserma e contro l’Amministrazione Boccali”.

“Il disimpegno nei confronti del quartiere – ancora i democratici – è tanto più stonato per una giunta che ha tra i propri esponenti persone che provengono proprio dal mondo delle cooperative sociali e che conoscono bene la realtà dell’immigrazione e le attività dell’assegnataria del servizio”.

“Anche questa vicenda contribuisce a mettere in luce l’incapacità di questa Amministrazione nel governare i processi di cambiamento e di pianificazione dei territori, anche in quartieri complessi come quello di Ponte D’Oddi, alimentando confusione e una dannosa guerra tra poveri.”

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