Impasse industriale – La mobilità durerà un anno per chi ha meno di 40 anni, due anni per i 40-50enni, tre anni per chi ha più di 50 anni. Nonostante l’Accordo di programma siglato nel 2010 fra ministero dello Sviluppo economico e le Regioni Marche e Umbria che con un plafond di 35 milioni di euro avrebbe dovuto incentivare la reindustrializzazione dei due territori in crisi, la situazione non è migliorata e finora non si è affatto avanti nessun imprenditore disposto ad investire.
Riunione urgente – Intanto le due Regioni chiedono un incontro urgente al premier Renzi mentre la i sindacati hanno indetto una manifestazione unitaria a Fabriano il prossimo 7 novembre. “Con l’esaurimento della cassa integrazione per circa 1400 operai della Antonio Merloni di Umbria e Marche si apre da oggi una fase di ulteriore drammatizzazione di una delle crisi più antiche e dolorose del nostro territorio e dell’intero centro Italia”. E’ quanto affermano in una nota Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria e Simone Pampanelli, segretario della Fiom Cgil di Perugia che hanno preso parte oggi, 13 ottobre, alla riunione convocata d’urgenza presso la Regione Marche, ad Ancona, con il presidente Gian Mario Spacca, l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Umbria Vincenzo Riommi, l’imprenditore Giovanni Porcarelli, titolare della Jp Industries e i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Umbria e Marche, insieme alle categorie Fiom, Fim e Uilm delle province di Perugia e Ancona.
2000 operai sul lastrico – “La drammaticità della situazione è ormai sotto gli occhi di tutti – affermano Bravi e Pampanelli – con circa 2000 persone oltre ai licenziati ci sono infatti i lavoratori riassunti dalla Jp, fermi anche loro e con la cassa integrazione bloccata per mesi, nella fascia appenninica umbro-marchigiana che sono letteralmente sul lastrico. L’imprenditore Porcarelli – proseguono – arrivato al terzo anno del suo progetto quadriennale è fermo, in attesa dello sblocco della vicenda giudiziaria, mentre sul fronte dell’accordo di programma che doveva lanciare nuove attività sul territorio per creare occupazione siamo a zero”.
Situazione calda – In tutto questo, sottolinea la Cgil, manca clamorosamente un intervento del governo nazionale: “Tutte le parti presenti al tavolo di oggi hanno concordato sull’assoluta necessità di un intervento immediato del premier Renzi in prima persona – concludono Bravi e Pampanelli – per scongiurare l’esplosione di una bomba sociale di proporzioni inaudite. O questo governo comincia davvero a prendere di petto l’emergenza industriale del paese, oppure il fallimento sarà totale e irreversibile”. A sostegno della richiesta di intervento immediato su questa ennesima emergenza del lavoro,Cgil, Cisl e Uil di Umbria e Marche, insieme alle categorie dei metalmeccanici, hanno indetto una manifestazione unitaria a Fabriano (Ancona) per il prossimo 7 novembre.
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