lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Ex Merloni – Jp, il 2015 sarà l’anno della svolta

Per i lavoratori Jp il 2015 sarà l'ultimo anno di cassa integrazione. Spiragli sul futuro dell'azienda che ha rilevato il colosso dell'elettrodomestico, ma si teme il ricorso in Cassazione

 
Ex Merloni – Jp, il 2015 sarà l’anno della svolta

Nocera Umbra – Che il 2015 sia l’anno del “fare” e l’anno della svolta. E’ l’augurio di molti lavoratori della ex Merloni e della Jp Industries, di cui si fa portavoce Luciano Recchioni, della Fiom provinciale e sindacalista della Rsu interna. “Per i lavoratori, il 2014  – dice Recchioni – è stato un ulteriore anno di tribolazioni, il peggiore dal 2008.  ad oggi visto che solo in umbria oltre 600 operai sono entrati in mobilità ( anticamera del licenziamento)”. Ma l’anno che sta per finire ha visto l’arrivo anche delle sentenze del tribunale di Ancona, che ha annullato la vendita della Merloni alla Jp, bloccando produzione e lavoro per 350 dipendenti solo in Umbria.

L’augurio – Quindi l’auspicio che tutti questi problemi, che ricadranno nel 2015, possano essere superati. “Dall’incontro di fine anno a Colle, con la presenza del presidente della Jp, sono emerse indiscrezioni, che confermano le dichiarazioni del sottosegretario De Vincenti, e cioè che qualche spiraglio si starebbe aprendo per dare la possibilità di produrre alla Jp”, prosegue Recchioni. L’attesa è quindi per il prossimo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, dove si capirà se l’accordo banche – azienda esiste. Da lì arriverà anche chiarezza sul futuro dello stabilimento umbro. A Roma c’è anche stato un incontro tra Governo e Regioni per parlare di accordo di programma, ma su questo c’è il massimo riserbo. Per quanto riguarda i lavoratori, se gli ex Merloni sono in mobilità da ottobre, gli altri si preparano al quarto anno di cassa integrazione. “Le lungaggini e le false illusioni stanno scoraggiando tutto e tutti – spiega il sindacalista Fiom –  non resta quindi che forzare la mano , di tempo ormai ne rimane poco. L’obiettivo è evitare la sentenza sul ricorso in Cassazione, se c’è accordo con le banche. Ma occorre anche trovare un imprenditore capace di mettere in moto una attività utilizzando l’accordo di programma per salvare quei lavoratori che ad ottobre 2015 saranno disoccupati in quanto trascorso un ‘anno di mobilità”.

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Alessandro Orfei

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