Subiscono invece un ulteriore arretramento – si legge in una nota delle Casse dell’Umbria – le esportazioni verso la Svizzera, seconda meta commerciale dei distretti umbri. Nel terzo trimestre dell’anno spicca l’olio umbro con una crescita dell’11,9%, evidenziando risultati ritenuti ben superiori rispetto all’andamento dei distretti italiani del comparto alimentare grazie alle “ottime performance” conseguite soprattutto su alcuni importanti mercati emergenti (Polonia +18,3% e Federazione Russa +56,5%) e in Germania (+40,7%). Un trimestre in cui l’olio umbro ha toccato livelli di massimo storico, portando le esportazioni a 49,4 milioni di euro e registrando il miglior terzo trimestre di sempre.
Dopo la corsa degli anni precedenti, registra invece ancora una dinamica lievemente negativa la maglieria e abbigliamento di Perugia (-0,8%), dove segna il passo l’export verso la Svizzera (-34,8%, seconda meta commerciale) e i Paesi Bassi (-37,3%). La maglieria risulta essere in controtendenza rispetto all’andamento dei distretti italiani del sistema moda, tuttavia nell’indagine si sottolinea che il distretto si mantiene a livelli “vicini” al massimo storico realizzato negli ultimi anni.
Il mobile dell’Alta Valle del Tevere registra tuttavia un pesante arretramento (-20,6%) penalizzato dai pesanti cali subiti in due mercati emergenti (Guinea equatoriale -92,4% e Federazione Russa). L’analisi dei dati sugli ammortizzatori sociali presenta un quadro definito abbastanza positivo. Si assiste infatti a un consistente calo complessivo delle ore di cassa integrazione autorizzate nei distretti della regione, quasi interamente spiegata dal calo di quella in deroga e dalla contrazione delle ore di straordinaria nella maglieria, nell’abbigliamento di Perugia e nel mobile dell’Alta Valle del Tevere.
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