L’indagine della Forestale, nata dalla denuncia di un imprenditore ternano, aveva portato ad accertare che alcuni degli indagati avevano preteso favori personali o per conoscenti ed amici, consistenti nell’effettuazione di lavori di manutenzione e/o ristrutturazioni di abitazioni, da parte di operai della ditta che aveva ricevuto appalti dall’Ast s.p.a., senza pagare alcun corrispettivo. Uno degli indagati aveva “preteso” anche alcuni oggetti di antiquariato.
In un caso addirittura si è accertato che è stato realizzato, presso la proprietà di uno degli indagati, un fabbricato utilizzando un progetto commissionato e pagato dall’Ast ad uno studio esterno, con manodopera prestata sempre dagli operai della ditta che aveva ricevuto appalti dall’Ast s.p.a..
Tra le contestazioni mosse dalla procura della Repubblica di Terni figurano anche reati di natura contravvenzionale legati all’applicazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
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