Mini rassegna a Natale Nessuna anticipazione su quello che sarà il nuovo cartellone (“da domani ci metteremo al lavoro per scegliere i progetti più idonei ma per ora non possiamo aggiungere altro”) ma da Cardarelli e dal direttore artistico Giorgio Ferrara sono invece arrivate conferme sulla mini-rassegna a Natale: “Vorremmo che la città vivesse tutto l’anno con il Festival e il successo ottenuto dai concerti di Uto Ughi e Bruno Canino e dallo spettacolo ‘Tango: un atto d’amore’ ci hanno convinto che questa è la strada che deve essere seguita”.
I dati di Spoleto 59 Il nome di Spoleto in ogni caso continuerà ad essere presente nei vari circuiti culturali italiani ed internazionali. “L’opera ‘Così fan tutte’ verrà portata in scena a Novara, Ravenna e Piacenza, Luca Ronconi sarà ricordato a Parigi e a gennaio inizia il Festival di Cartagena, con il quale abbiamo stretto un accordo di collaborazione” ha spiegato Ferrara, facendo poi un bilancio del Festival: “Nel 2007, ultimo anno della gestione Menotti, avevamo registrato 5 mila presenze mentre quest’anno ne abbiamo avute 80 mila. Rispetto al 2015 sono positivi anche i dati degli incassi, nonostante l’abbattimento dei prezzi del concerto finale: siamo passati da 627 mila a 665 mila euro e l’incremento riguarda tutti gli spettacoli. Le rilevazioni ci dicono che l’interesse del pubblico si distribuisce in modo più uniforme sulla programmazione con un livello di gradimento molto alto”.
I cambiamenti Inoltre, sembra essere cambiato il comportamento degli spettatori. “Sono tornati gli appassionati del Festival, che si fermano più giorni a Spoleto per maratone attraverso tutti gli appuntamenti. La vecchia formula Menotti – ha detto il direttore artistico – non era riproducibile, visto che in quell’epoca l’evento culturale fioriva: da questo punto di vista tutto è cambiato e la sfida del nuovo Festival è stata quella di emulare il modello storico su un altro terreno, allargando i confini dei due mondi al mondo intero. Abbiamo quindi avviato una nuova fase organizzativa recuperando le relazioni con le Istituzioni e gli sponsor: oggi, superata la fase dell’incertezza e riacquisita la sua dimensione storica, il Festival può guardare con fiducia al futuro”. La prossima edizione potrebbe essere l’ultima per Ferrara visto il contratto in scadenza: “Chi vivrà vedrà, ma intanto sono felice di aver visto la città ricompattarsi per il suo Festival”.
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