Chiusura anticipata – “Come noto – dice la lettera – quando il Perugia gioca in casa, gli operatori sono obbligati ad anticipare la chiusura del mercato proprio in quella fascia di orario in cui la clientela raggiunge la massima affluenza, creando così cali di vendite importanti. Lo scorso anno abbiamo posto il problema agli organi di controllo e alla Questura, come pure alla stessa amministrazione comunale. Dobbiamo riconoscere che abbiamo avuto il supporto di tutti, a partire dal Comune, ma, nonostante tutti gli accorgimenti presi, abbiamo potuto evitare lo spostamento del mercato, che avrebbe significato la sua morte, ma non la sua chiusura anticipata”.
Due opzioni – La lettera prosegue con la richiesta di una soluzione del problema: “Pensiamo che non possiamo farlo senza il coinvolgimento e l’assenso della Figc e/o della Lega. La nostra idea è quella di poter realizzare, prima che i calendari vengano fissati, una delle seguenti proposte che ci aiuterebbero a tornare, quanto prima possibile, in quella situazione che esisteva prima che il Perugia fosse in serie B. Come categoria avremmo trovato le seguenti possibili soluzioni che hanno riscosso anche il consenso dei tifosi, visto che abbiamo parlato con i rappresentati degli Ultras. Chiediamo: che le partite che il Perugia gioca in casa siano degli anticipi o posticipi di campionato; in subordine che le partite possano iniziare non prima delle ore 16. Questa soluzione, secondo noi, allungherebbe anche la fascia televisiva con ulteriori possibili sponsor. Chiediamo inoltre che questa amministrazione possa sostenere presso gli organismi competenti del calcio professionistico questa nostra richiesta e le chiediamo di farsi parte attiva affinché una delle due soluzioni individuate possano essere accolte”.
La crisi degli ambulanti – Durante la raccolta odierna di firme Massimiliano Baccari, presidente di Fiva Umbria, ha dichiarato: “La Federazione si sta adoperando per essere vicino alle imprese. Su Pian di Massiano sicuramente il problema del Perugia Calcio è molto forte perché condiziona l’orario di lavoro. Ma anche negli altri mercati umbri le problematiche sono molteplici, prima fra tutte il calo delle presenze al mercato. Bisogna ripensare le logistiche e l’urbanistica dei mercati. Quindi la Fiva è in prima linea per la riqualificazione dei mercati, che sono fonte di aggregazione per i nostri comuni. Non dobbiamo assolutamente disperdere questo patrimonio importante, che ha delle contrazioni nei consumi come il resto del settore del commercio, ma che ne risente ancora di più a causa di scelte di logistica ed urbanistica fatte negli ultimi anni che non hanno tenuto conto delle esigenze del consumatore. Oggi l’ambulante sta perdendo quote di mercato in quantità esagerata. Quindi scendiamo in campo tutti insieme per rilanciare, riqualificare e riposizionare i mercati dell’Umbria, affinché siano più vicini alla gente. L’offerta deve essere plurale, non si può dare sponda solo alla grande distribuzione organizzata”.
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