I campionati pre bellici vedono le rondinelle disputare gironi minori senza mai salire alla ribalta e sarà solo nel 1914-15 che il Brescia riuscirà ad arrivare terzo nel campionato emiliano-lombardo, ma, a causa della vicinanza della città al fronte dell’Adamello l’anno successivo non il Brescia poté disputare la coppa federale.
Finta la guerra il calcio tornò a farla da padrone nei cuori dei bresciani anche grazie ai buoni risultati della squadra cidnea che nel 1919-20 si classificò per le finali nazionali. Gli anni seguenti videro il Brescia vivacchiare nei gironi del Nord Italia senza risultati di rilievo fino al campionato 1928-29 dove le rondinelle si posizionarono seconde in condominio con la Juventus. Gli anni trenta si aprono con risultati abbastanza positivi per i lombardi fino al campionato 1935-36 quando i bresciani retrocessero in B, proprio di quell’anno è, inoltre, il cambio di nome in Associazione Calcio Brescia imposto dalle leggi autarchiche del fascismo. La permanenza nella serie cadetta è breve, infatti le rondinelle nel 1937-38 sprofondano in B anche a causa di problemi societarie e al cambio di vari allenatori. Il riscatto arriverà presto e i cidnei torneranno in B nel 1939-40 e addirittura la serie A nel 1942-43.
Il campionato 1945-46, dopo le devastazioni della guerra, vede le rondinelle posizionarsi nelle zone alte della classifica senza riuscire ad accedere alle finali nazionali, mentre nel 1946-47 anche a causa della promozione d’ufficio della Triestina (la città era da poco tornata italiana) i bresciani vennero retrocessi in B. Gli anni ’50 vedono il Brescia anonimo comprimario in serie B fino al 1960-61 quando il Brescia rischiò di retrocedere di nuovo in C. La situazione societaria si fece drammatica, addirittura ci furono le dimissioni in blocco del consiglio d’amministrazione che rimise il mandato nelle mani del Sindaco che istituì un comitato di gestione. La serie A venne riconquistata nel 1964-65 e difesa per tre campionati di seguito, fino alla nuova retrocessione in B.
Negli anni ’70 il Brescia conduce anonimi campionati di B rischiando più volte di retrocedere e solo nel campionato ’80-81 riassaporerà la serie A. Il sogno della massima serie dura pochissimo e le rondinelle retrocedono subito in B, qui, dopo un campionato disastroso, precipitano in C1 fino alla metà degli anni ’80, quando, grazie ad una indovinata campagna acquisti, riescono a risalire in B e poi sul finire del decennio in serie A, salvo poi retrocedere di nuovo in B. Gli anni ’90 confermano le fasi altalenanti del calcio bresciano, per tutto il decennio il Brescia sale in serie A con esaltanti vittorie e retrocede repentinamente in cadetteria, sono anni in cui a Brescia si avvicendano molti allenatori tra cui Reja e Lucescu. Nel 2000, con i cidnei appena promossi in serie A, il presidente Corioni mette alla testa della compagine lombarda l’allenatore Carletto Mazzone, i colpi di mercato, in quell’estate, sono molti, il più importante dei quali è l’acquisto del pallone d’oro 1993 Roberto Baggio. Grazie al divin codino le rondinelle riescono a restare nella massima serie per quattro anni e a disputare una finale di coppa intertoto persa contro il Paris Saint Germain. Dopo la parentesi d’oro di Baggio il Brescia torna in serie B dove, nonostante importanti allenatori come Zeman e Cosmi, permane fino ad ora.
Tifoseria
Il primo gruppo organizzato nacque agli inizi degli anni settanta col nome 21+ (questo nome derivò dal numero dei soci fondatori, tutti ragazzi della città, che erano appunto 21). Nel 1979 furono invece fondati gli Ultras Brescia (conosciuti anche come “U*BS”), gruppo che ha guidato la Curva Nord del Rigamonti, si è fatto apprezzare per calore e attaccamento alla maglia, ma si è anche reso famoso negli anni per essere stato un gruppo intransigente e molto turbolento, scontri con le tifoserie rivali e con le forze dell’ordine erano frequenti, allo stadio Rigamonti come in trasferta. Dopo la partita Brescia-Roma del campionato 1994-1995, famosa per l’accoltellamento del vice questore Selmin da parte dei tifosi giallo-rossi, si sciolsero gli Ultras Brescia. Da allora si è creata una divisione nella tifoseria organizzata, in curva Nord si posizionarono i Brescia 1911 ed il gruppo dei Brixia. In curva Sud i Brescia Curva Sud ed il gruppo Sezione. Nel 2011 i gruppi Brigata Sballata, Brescia Curva Sud, Brixia, Castel Brigata Leonessa e Sezione capendo che la situazione era oramai diventata insostenibile, a causa delle continue scaramucce tra tifosi bresciani, riunendosi diedero vita al gruppo Curva Nord Brescia, cercando di soffocare le diatribe interne, sistemandosi in curva Nord, mentre i ‘Brescia 1911′ si trasferirono in gradinata bassa
I gruppi ultras del Brescia hanno forti rivalità con molte altre tifoserie, prima tra tutte quella con i supporters atalantini, altre rivalità si hanno con: Verona, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina, Ancona, Modena, Sampdoria, Genoa, Cosenza, Inter, Livorno, Torino, Vicenza, Lecce, Ternana, Juventus, Como, Bologna, Cagliari, Varese, Avellino
Importante per i bresciani è il gemellaggio col Milan, altri rapporti di amicizia si hanno con: Salernitana, Cesena, Mantova, Catanzaro, Saint-Étienne, Norimberga.
I convocati contro il Perugia
Portieri: 1. Arcari; 12. Minelli; 30. Tognazzi;
Difensori: 2. E. Lancini; 3. Ant. Caracciolo; 5. Budel; 15. Zambelli; 24. Coly;
Centrocampisti: 4. Ragnoli; 8. Scaglia; 11. Ruben Olivera; 17. Benali; 18. H’Maidat; 19. Sestu; 20. Gargiulo; 21. Quaggiotto; 23. Morosini; 29. Bentivoglio;
Attaccanti: 7. Corvia; 9. Caracciolo; 28. Valotti; 33. Razzitti.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
