martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

FOCUS ON: Modena. La storia, la rosa, il possibile modulo tattico

La gara in programma martedì sera alle ore 20.30 allo stadio "Braglia". Il tecnico dei canarini è l'ex Grifone Walter Novellino che può contare su un attacco di qualità formato da Beltrame, Ferrari, Granoche, Acosty e Luppi.

 
FOCUS ON: Modena. La storia, la rosa, il possibile modulo tattico
Perugia. Il Modena F.C. nasce nell’omonima città emiliana nel 1912, ma fino allo scoppio del primo conflitto mondiale i “canarini” modenesi (così chiamati per il colore giallo delle maglie) ebbero vicende calcistiche travagliate. Dopo il periodo bellico disputò vari campionati interregionali fino al 1929-30 primo campionato di serie A a girone unico; la serie A si dimostrò da subito un campionato difficile per il Modena che si salvò dalla retrocessione per un soffio, la retrocessione in B arriverà, dopo problemi societarie nel campionato 1932-33. Nei successivi anni il Modena “vivacchia” in serie B sfiorando più volte la promozione, ma sarà solo nel campionato 1937-38 che gli emiliani riusciranno a tornare in serie A. Nel periodo bellico il Modena (nel frattempo divenuto Modena calcio per assecondare il volere autarchico in fatto di vocaboli del regime fascista) compie una continua altalena tra A e B. Il Modena in quegli anni si trasformò in fucina di giocatori importanti che, viste le difficoltà societarie, spesso spiccavano il volo verso “lidi migliori” come ad esempio Sergio Brighenti, attaccante di razza andato prima all’Inter e poi al Padova e Giorgio Ghezzi solido portiere approdato anch’egli prima all’Inter poi al Genoa e al Milan. In quegli anni i problemi finanziari che da sempre attanagliavano il Modena (tornato nel frattempo a chiamarsi football club) si fecero più seri e costrinsero la società ad “abbinare” il proprio nome al marchio Zenith, mossa atta ad aggirare le leggi contro le sponsorizzazioni e, per la cifra record di cento milioni la squadra divenne lo Zenith Modena. L’iniezione di denaro fresco non risollevò le sorti dei canarini e dopo un disastroso campionato di B, e il ritiro dei finanziamenti da parte della Zenith, gli emiliani retrocessero in serie C. La retrocessione diede una scossa alla città, alla dirigenza e alla squadra infatti il Modena nel 1960-61 vinse il campionato ottenendo il ritorno nella serie cadetta e, nel 1961-62, smentendo tutte le previsioni, riuscì a conquistare la serie A, in quegli anni vestì i colori gialloblu la mezzala brasiliana Cinesinho, ma questo non servì a garantire la permanenza nella massima serie e, nel 1964 i canarini retrocessero in B restandovi per sette anni al termine dei quali precipitarono addirittura in C. Dopo la retrocessione non ci fu lo scatto d’orgoglio della prima retrocessione in C e i modenesi dovettero penare al lungo per tornare tra i cadetti. La promozione venne vanificata dall’ennesima crisi finanziari modenese che vide i gialloblu retrocedere prima in C1 e poi addirittura in C2. Sarà solo alla fine degli anni ottanta che i modenesi torneranno ad assaporare la serie B conquistando il record di minor gol subiti in un campionato professionistico (solamente 9 reti al passivo). Dopo aver conquistato tre salvezze in B i canarini tornano in serie C1 e sprofondano in C2, addirittura rischiando la retrocessione nella quarta serie, scongiurata solo grazie alla non iscrizione in serie C2 della squadra emiliana del Crevalcore e al conseguente ripescaggio del Modena. Grazie ad un cambio ai vertici societari e all’arrivo di fondi consistenti la marcia verso la promozione nel calcio che conta riprende e tra alterne vicende e nella stagione 2001-02 la compagine emiliana sale in serie A anche grazie ai gol di Ciro Ginestra. La permanenza in A è breve infatti già nel 2004-05 i canarini tornano in B pronti però al riscatto grazie ad un trascinante Cristian Bucchi che con 30 gol si laurea miglior cannoniere della serie B. I play off non arridono ai modenesi che, la stagione successiva, anche a causa della cessione di Bucchi al Napoli, devono lottare per non retrocedere in C. I modenesi mantengono la loro permanenza in B negli anni successivi con campionati abbastanza anonimi non arrivando mai a disputare i play off per la promozione in A.

Tifoseria

Il primo gruppo organizzato fu quello dei Fedelissimi nei primi anni settanta, che dal settore gradinata dello stadio Alberto Braglia si spostarono in curva spogliatoio (l’attuale curva Sud). Nel dicembre 1975 nacquero le “Brigate gialloblu”, vero fulcro della vita ultras a Modena. Dallo stesso gruppo, verso la fine del decennio nacquero gli Sconvolts, che ebbero vita breve, così come il gruppo C.u.C.s. nei successivi anni ottanta ci fu il trasferimento di tutta la tifoseria dalla curva Sud alla Nord del Braglia, per motivi di maggiore capienza del settore.

Nacquero così gli Ultras, le Vecchie brigate ed il gruppo Sezione (primo in Italia ad usare quel nome), seguaci di quell’estradizione casual appena nata nel mondo anglosassone. Negli anni duemila, con la completa ristrutturazione dello stadio Braglia, la tifoseria gialloblu fece ritorno in curva Sud (appena intitolata allo scomparso presidente del Modena, Gigi Montagnani). Durante la militanza in Serie A, dopo una breve apparizione del gruppo I fedelissimi (primo tentativo fallito di riunificazione dei vari gruppi presenti), si decise di adottare un unico stendardo, ovvero Curva Sud 1912, in risposta a ciò, i reduci delle Brigate gialloblu decisero lo spostamento in gradinata laterale, in contrasto con l’unificazione di tutti i gruppi ultras della curva Sud sotto un unico striscione. La tifoseria modenese è gemellata principalmente con gli ultras del Messina e del Sevilla.

Rosa

Portieri: I due portieri della rosa sono il classe ’90 Pinsoglio, e Manfredini, 26 anni di scuola Fiorentina, confermato per la terza stagione nella rosa emiliana.

Difensori: 3 acquisti interessanti per il reparto difensivo, con Cionek, Zoboli e Rubin subito titolari: l’ex Brescia e l’ex Chievo certamente daranno una mano ai più giovani e garantiranno qualità. Assieme a loro sono stati confermati il terzino Gozzi e Manfrin, ed è arrivato anche il classe ’86 Marzorati, ex Sassuolo.

Centrocampisti: Anche in mediana tanti acquisti importanti: dal Trapani è arrivato Nizzetto, che farà reparto stasera con l’ex Padova Osuji, ai quali si è aggiunto Schiavone, scuola calcio Juve classe 1993, e Martinelli, giovane del Venezia. Confermati dall’anno scorso Nardini, Salifu e Signori.

Attaccanti: Reparto pieno di ottimi elementi, che garantiranno a Novellino gol, nonostante i numeri potrebbero mettere in difficoltà il tecnico sulle scelte. Beltrame, Ferrari, Granoche e Luppi sono i nuovi acquisti, a cui si aggiungono Acosty e i giovani Marsura e Gatto.

Allenatore: Walter Alfredo Novellino

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