Il comunicato della preside – “In riferimento alla notizia relativa al divieto di effettuare la benedizione pasquale all’interno della scuola da me diretta, si precisa che la mia indicazione contraria è riferita allo svolgimento di tale attività all’interno dell’orario scolastico, cosi’ come prescrive il testo unico in materia di istruzione, il dlgs 297/1994 , all’art 311, che vieta atti di culto in orario scolastico nelle classi e sezioni in cui sono presenti alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica. La mia indicazione contraria dunque e’ stata in risposta all’unica proposta che mi e’ pervenuta sullo svolgimento del rito cosi’ come era tradizione fare nella scuola, cioè durante le lezioni. Tuttavia, sulla base delle esigenze delle famiglie e’ possibile effettuare tale rito al di fuori dell’orario scolastico nel rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno. Questa comunicazione e’ stata data ai genitori oggi stesso con circolare formale. Ho già provveduto ad organizzare tale momento, se le famiglie esprimeranno la richiesta, al termine delle lezioni, contattando io stessa i parroci per prendere accordi. Sottolineo come sia nello stile educativo dell’istituto accogliere le esigenze dell’utenza e rispettare il contesto del territorio e le sue tradizioni trovando soluzioni organizzative rispettose della legge ma flessibili. Inoltre la collaborazione con le parrocchie e’ da sempre un tratto distintivo di questa comunità scolastica e uno stile che come dirigente e come educatore promuovo quotidianamente. Inoltre siamo chiamati a far crescere una scuola laica, radicata nel territorio ma anche in grado di accogliere e integrare tutte le diversità , al di la’ di polemiche sterili e fuorvianti”.
Le reazioni – Una pezza messa, probabilmente, troppo tardi. Le reazioni alla decisione si sono sprecate. Sul gruppo “Segnalazioni Foligno” tantissimi commenti, ma sono intervenuti anche i politici. “La vicenda del diniego da parte del dirigente scolastico alla benedizione pasquale della primaria di Sterpete (Foligno), è la dimostrazione palpabile di come sia ridotta a livello culturale la scuola italiana”, spiega Alfredo De Sio, consigliere regionale di Fdi – An. “Tutta la vicenda, come diceva Flaiano è ‘grave ma non è seria’. Secondo questo schema – aggiunge de Sio – ci aspettiamo a breve la facoltà di scegliere, nelle scuole italiane pubbliche, di aderire o meno alle festività di origine cristiana, Natale e Pasqua compresi e perciò anche alla libertà individuale di riposo settimanale, abolendo la domenica, per non urtare la sensibilità di chi per convinzioni religiose preferisce il venerdì, il sabato oppure il giovedì in onore di un piatto tradizionale come gli gnocchi”. Si dicono “sconcertati” i ragazzi di “Gioventù nazionale Umbria”. “La cacciata del sacerdote dalla scuola è sintomo di intolleranza contro la nostra storia e cultura. Non cederemo di un centimetro nei confronti dei politicanti che stanno svendendo i valori del nostro popolo”, dicono. “Sotto il vestito (della tolleranza) niente” – scrive su Facebook la consigliera regionale Udc Sandra Monacelli, che aggiunge: “Tutte le classi dirigenti del nostro Paese, comprese quelle delle istituzioni scolastiche, necessitano di un ripensamento”. “Con tutto il rispetto per il preside – scrive sempre su facebook Massimo Monni, consigliere regionale Ncd – non credo che una benedizione possa nuocere a nessuno, trattasi di tradizione!”. Con un post su Facebook interviene anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. “In una scuola elementare di Foligno (Perugia) – dice – la Preside vieta l’ingresso al parroco che vuole benedire la scuola. “Torni quando non ci sono lezioni” è quello che si è sentito dire il parroco. Che i bambini non assistano alla cerimonia lo trovo inaccettabile solo io?”
Tag dell'articolo: benedizione pasquale, foligno, polemica, preside, sterpete, Umbria.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
