L’indagine. L’indagine rientra nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia, tesa a contrastare la contraffazione agroalimentare in ambito Interpol. Tutto ha avuto inizio con una segnalazione della Scotch Whisky Association (SWA), partner della rete internazionale Opson (dal greco antico Cibo) promossa dal Corpo forestale dello Stato a partire dal 2010 e che ha ormai raggiunto l’adesione di ben 41 Paesi.
Tali produzioni di presunto whisky commercializzate su tutto il territorio italiano di provenienza e produzione indiana, che vengono etichettate come blend di Scotch e Indian whisky, non presentano i parametri merceologici previsti dalla normativa dell’Unione Europea in materia di alcool e bevande spiritose.
Vanillina e acido gallico al posto del legno. In particolare, nel corso delle indagini, i Forestali hanno evidenziato che il prodotto sequestrato non è stato invecchiato per 3 anni in botti di legno come prevede la legge, e che al fine di simulare il periodo di maturazione sono state aggiunte sostanze aromatizzanti come la vanillina e l’acido gallico. In aggiunta l’aggravante di una falsa indicazione geografica per lo Scotch, produzione fortemente ancorata con il territorio della Scozia.
Il network Opson. La lotta ai crimini in danno alle produzioni agroalimentari a indicazione geografica rappresenta per il network Opson il principale fenomeno criminale da combattere nel settore agroalimentare. Le organizzazioni criminali, infatti, hanno capito da tempo il modus operandi illegale che consiste nel cambiare l’etichetta del prodotto alimentare per ottenere enormi guadagni illegali senza ledere la salute del consumatore.
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