La strategia – Non condivisa, pertanto, dalla Rsu di Gesenu spa, la strategia dei cosiddetti ‘tagli lineari’ dell’amministrazione comunale perugina “né – hanno ribadito gli esponenti sindacali – per quanto comporta in termini di offerta di qualità del servizio, che si riduce sempre più, né per quanto dovranno subire i lavoratori in ordine ai carichi di lavoro individuali che si prospettano loro e al rischio sul versante occupazionale”. Contestati inoltre il metodo adottato per la comunicazione avvenuta durante l’incontro e troppo a ridosso del provvedimento di modifica dell’organizzazione dei servizi oltre che, più in generale, le recenti scelte amministrative dell’azienda umbra. “Gesenu – hanno spiegato i rappresentanti della Rsu aziendale – informa il sindacato di tutto ciò solo pochissime ore prima della messa in atto della nuova organizzazione dei servizi scaturita, impostata unilateralmente, dai tagli decisi dall’amministrazione comunale di Perugia. Inoltre, appare alquanto in contraddizione il fatto che, in una fase di ristrettezze economiche, l’azienda continui a infoltire gli organici in ambito impiegatizio ingiustificatamente con conseguente aggravio dei costi generali”.
Le richieste – Al grido di “I conti non tornano”, quindi, i rappresentanti della Rsu hanno avanzato le proprie richieste a Comune di Perugia e Gesenu. “Devono dare risposte immediate e chiare a cittadini e lavoratori – hanno concluso gli esponenti della Rsu aziendale –. Ci sono altre strade per abbattere i costi di gestione senza intaccare qualità dei servizi ed economia dei lavoratori, a vantaggio delle casse del Comune. Chiediamo l’immediata apertura di un tavolo con questi due soggetti e all’azienda, in particolare, la sospensione per 15 giorni di qualsiasi provvedimento unilaterale. Nel caso ciò non dovesse verificarsi il sindacato si riserva di coinvolgere i lavoratori per successive azioni da intraprendere”.
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