La nascita – “Siamo nati dopo diverse riflessioni tra i soggetti che ne fanno parte – spiega una nota dell’associazione – siamo per lo più lavoratori di aziende ormai fallite o chiuse ma anche professionisti che capiscono che senza lavoro questo territorio non ha futuro”. E’ stata utilizzata la parola “Lega” per simboleggiare il legame stretto e costruttivo tra istituzioni, parti sociali e soggetti interessati. Un modo quindi anche per combattere il campanilismo dei vari luoghi e l’egoismo dei singoli soggetti.
Elementi di rinascita – I componenti della Lega vedono gli elementi che possano migliorare le situazione del territorio, in un contesto di desertificazione. Si fa riferimento alla vertenza Merloni – Jp, con l’ormai famoso accordo di programma e i 35 milioni di euro disponibili. Ma altri soldi potrebbero provenire da Feg e Psr. “Potremmo essere sognatori, ma non lo siamo. Vorremmo che la concretezza prendesse il sopravvento. Ci auguriamo che la nostra iniziativa non sia vista come l’ennesimo momento per piangersi addosso, deve essere invece un momento di stimolo a tutti per far tornare a passare il treno che renda la fascia appenninica operosa”.
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