Gubbio – “Siamo ben disposti ad accettare suggerimenti e proposte, che vanno valutati nelle opportune sede istituzionali, in termini di progettualità e fattibilità concreta, tempistica e autorizzativa, per poter tracciare un percorso serio e non solo suggestivo dal punto di vista sensazionalistico e mediatico”. E’ il pensiero del sindaco di Gubbio, Filippo Stirati, sulla proposta di inviare le “Tavole eugubine” all’Expo di Milano. “La nostra amministrazione ha già ben evidenziato tra le priorità culturali la valorizzazione di questa eccezionale e unica testimonianza, costituita dalle sette Tavole in bronzo che si trovano nel Palazzo dei Consoli. Siamo ben consapevoli – dice Stirati – e lo è certo per primo l’assessore Augusto Ancillotti che ad esse ha dedicato tanta parte di studio e di ricerca, della necessità di un intervento complessivo, serio e ponderato per una loro degna ricollocazione e riscoperta. Abbiamo progettato anche un percorso divulgativo, che ben illustri gli aspetti simbolici e le tante implicazioni di valore simbolico in esse contenute, anche con percorsi didattici fruibili da tutti e non solo dagli esperti”.
La proposta – La proposta era lanciata dal professor Renzo Menichetti, con una lettera aperta. “In questi mesi molto si è parlato della richiesta di esporre i Bronzi di Riace all’Expo di Milano, suscitando polemiche varie e prese di posizione che, a mio modo di vedere, ben riassumono l’incapacità dell’Italia di valorizzare un patrimonio artistico e culturale senza pari. Non volendo giudicare in alcun modo la risposta degli enti preposti alla concessione del prestito – scrive Menichetti – così come la posizione del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, secondo il quale “è insensato portare i bronzi a Milano, anziché portare a Reggio i visitatori di Expo”, mi limiterò ad esprimere una mia idea che, volendo, potrebbe essere accolta dagli Amministratori della Città di Gubbio. Perché non offrire il prestito retribuito delle Tavole Eugubine all’Expo di Milano? Forse sarà anche tardi, ad appena 4 mesi dall’inaugurazione del grande evento che richiamerà una presenza stimata in 20 milioni di visitatori; 120 giorni sono obiettivamente pochi per avere i permessi e le assicurazioni, organizzare i trasporti speciali, redigere un piano di comunicazione e marketing, promuovere Gubbio come territorio di provenienza, ma perché non provarci? Le Tavole Eugubine rappresentano il “più importante testo rituale di tutta l’antichità classica” e per questo valore culturale meritano una promozione mondiale al fianco di tutte le altre opere d’arte che saranno esposte all’Expo, a cominciare dai capolavori di Leonardo. Proprio partendo dalla straordinarietà delle Tavole, e nessuno meglio dell’Assessore Ancillotti saprebbe esaltarla, si dovrebbe giungere all’attivazione di quelle relazioni necessarie, in primo luogo, ad un’oggettiva valutazione in merito alla fattibilità dell’operazione, ben consapevoli che la cultura è un catalizzatore di crescita per noi irrinunciabile. Possedere le Tavole non basta – spiega Menichetti – occorre costruirci attorno una comunicazione che coinvolga le altre eccellenze del territorio: artistiche e paesaggistiche, artigianali ed agroalimentari.Expo sarebbe un’occasione irripetibile per la conoscenza delle Tavole Eugubine, creando, forse, anche il presupposto per un processo virtuoso di ripensamento delle strategie espositive ed attrattive del Museo di Palazzo dei Consoli”.
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