“Stiamo subendo da parte del dirigente locale un sopruso che ci mette in seria difficoltà: in primis il soccorso tecnico urgente che per noi lavoratori è la cosa più importante verso la popolazione”. A parlare sono i vigili del fuoco del comando di Perugia e dei distaccamenti provinciali che, in aperto contrasto con il dirigente locale, hanno proclamato per la giornata di giovedì 3 luglio uno sciopero dalle ore 12 alle 14 durante il quale sarà garantito soltanto il soccorso tecnico urgente.
Una mobilitazione organizzata non per chiedere soldi, bensì per esternare tutta la propria preoccupazione. “Dopo la rivoluzione che il dirigente ha messo in atto nel nostro Comando – spiega la Cisal regionale Vvf – non vi è più pace tra i lavoratori, serpeggia malcontento con mugugni da temere per il soccorso. Abbiamo chiesto in più occasioni al dirigente il perché di questa rivoluzione organizzativa, ma come sempre c’è stato il suo diniego e mutismo che offende noi lavoratori, che siamo sempre stati orgogliosi del nostro lavoro. Noi garantiamo il soccorso mentre il dirigente lo sfascia. Ecco perché vi informiamo: cittadini stateci vicini. Questo baccano finirà quando il dirigente verrà allontanato da Perugia. Con la sua negligenza, il suo assenteismo, la sua non esperienza sul soccorso tecnico urgente abbiamo timore per i nostri amati cittadini che si sono sempre mostrati con amorevolezza verso i lavoratori del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Tutto deve tornare alla normalità per garantire come sempre il soccorso tecnico urgente alla popolazione. Noi con manovalanza di veri pompieri. Con scetticismi e disfattisti può essere pericoloso Noi pompieri perugini lo combatteremo perché conosciamo il vero pericolo”.
Nel corso della giornata verrà effettuato un volantinaggio per informare la cittadinanza sulla vicenda. “Dispiace arrivare a questo stratagemma – afferma l’organizzazione sindacale – ma da oltre un mese il dirigente fa orecchie da mercante, ben sapendo che lui dirige un Corpo dello Stato e non un corpo personale. Questa azione è valida come prosecuzione dello stato di agitazione, alla quale seguirà come annunciato lo sciopero finale. Per evitare tutto questo si chiede anche l’allontanamento del dirigente visto che è impossibile dialogare per assenza, sempre dovuta a lui stesso”.
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