Il destino dei talk – La parte iniziale del dibattito ha ribadito quanto ormai assodato da tempo: il talk politico è in crisi di ascolti perché è un mezzo di cui si è abusato a causa dei bassi costi di realizzazione e sulla scia del facile gioco tra sostenitori e oppositori berlusconiani durante il ventennio di governo del leader di Forza Italia. Ci sono editori che hanno puntato tutto sui talk e leader politici che l’hanno demonizzati, ma di per sé si tratta di un genere nobilissimo e democratico.
L’intervento di Zoro – La seconda fase dell’incontro è stata, invece, più goliardica con Pardo che recitava il ruolo dell’istrione, Vianello quello del vecchio saggio, le due giornaliste che cercavano di riprendere il filo del discorso, peraltro senza riuscirci. A un certo punto sono stati invitati a salire sul palco anche Zoro e la sua truppa, presenti all’incontro, e la situazione si è ulteriormente rimescolata. Però tra un complimento a Tiki Taka, uno a Gazebo, un tentativo improbabile di classificazione e un intervento dal pubblico, si sono potute anche sviscerare tematiche che con un approccio formale difficilmente sarebbero state sollevate, quali il target delle trasmissioni (“La TV ormai si fa per gli anziani”), il bisogno di visibilità dei politici (“Vengono gratis in studio e sarebbero disposti anche a pagare pur di farsi invitare”) e il ruolo dei social (“I trending topics portano sfiga per gli ascolti”). Immancabile il momento selfie con Pardo e con la malcapitata Mia. Dopodiché i saluti. Bye bye, ci si rivede al prossimo talk in TV.
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