martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Ikea, unica opzione quella di San Martino

Redazione Perugia Online

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Le associazioni domani sera sono pronte per un'assemblea pubblica per affrontare il tema

 
Ikea, unica opzione quella di San Martino
Perugia. Si è tenuta questa mattina, presso la Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, la conferenza del consigliere Alvaro Mirabassi (PD) sul tema: “Caso Ikea a Perugia, cronistoria di un complesso iter procedurale che chiede oggi coesa volontà politica e unità di intenti. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti delle 12 associazioni del territorio di San Martino. Aprendo la conferenza, Mirabassi ha ripercorso la storia della vicenda, avviatasi nel 2006, anno del primo incontro tra Ikea e l’allora Sindaco Locchi, ma poi arenatasi definitivamente nel settembre 2011 dopo la seconda conferenza dei servizi. San Martino in Campo, dopo una lunga ricerca da parte di Ikea del sito ideale per l’insediamento (fin dal 2000), fu presentato all’azienda insieme ad un’analisi dei fattori localizzativi di supporto. Il gruppo fu colpito dalle potenzialità dell’area e, soprattutto, dall’assenza di vincoli. Per questo furono attivate le verifiche del caso, compreso il gradimento degli Enti locali e la ricerca di un partner sviluppatore. Le verifiche con le Amministrazioni hanno avuto esito positivo, portando Ikea a stipulare nel 2008 un contratto con la società Sea per lo sviluppo del programma. Le indagini successive (geologiche, archeologiche, ecc.) ebbero esito positivo. Nel frattempo il partner sviluppatore aveva proceduto all’acquisto dei terreni e convenuto l’accordo per il trasferimento ad Ikea. Sempre nel 2008 l’incontro col Comune, in cui si conveniva il percorso tecnico-amministrativo del caso (procedura Suap, sportello unico attività produttive). La procedura comportava la costituzione della conferenza di servizi nella quale confluivano le procedure Vas (Provincia), Via e d’autorizzazione commerciale (Regione). La conferenza Suap si concludeva con adozione del piano attuativo, approvazione da parte del Consiglio Comunale della variante, il rilascio del permesso a costruire. Nel 2010 altra accelerazione con nuovi incontri col Comune (riunione preliminare della conferenza dei servizi), concertazione con le organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori (esito positivo), assunzione della DCC 45/2011 con parere favorevole all’avvio della variante a Prg. Nel 2011 si concludono positivamente le procedure Vas e Via. Nel corso di questo complesso iter, segnatamente nel 2008, viene avviata dalla Magistratura una inchiesta su presunti illeciti compiuti nell’acquisizione delle aree di San Martino, ma con un nulla di fatto finale. Questo l’iter politico-amministrativo fino al 2011, definito da Mirabassi all’insegna della trasparenza e della tutela degli interessi del territorio; poi il progetto si arena. “Da qui in avanti il progetto Ikea assume contorni caotici. L’inversione di tendenza– continua Mirabassi – sembra coincidere con l’emersione di forze silenti, di veri e propri centri di potere che agirono con l’intento di far fallire le attività intraprese a San Martino. Forze ostili che hanno avuto un potere tale da bloccare un piano di lavoro già delineato”. Per questo, secondo il consigliere PD, occorre fornire risposte ai quesiti sul perché ciò sia accaduto. “Di certo la sensazione è che ancora una volta centri di potere, per lo più caratterizzati da interessi immobiliari speculativi, vogliano mettere le mani su scelte urbanistiche affidate alla comunità politica e maturate entro un corretto dibattito democratico. Su questa vicenda c’è bisogno della massima chiarezza e trasparenza, ma anche di un largo sforzo di unità e coerenza tra tutte le forze politiche sane della città. Abbiamo il diritto di conoscere quali interessi stanno muovendo le scelte per capire se i fini speculativi sono in grado di superare l’interesse generale della comunità”. La richiesta finale di Mirabassi, rivolta a Sindaco e Giunta, dunque, è di attivarsi in modo celere e coeso affinchè si persegua non solo l’obiettivo di addivenire all’insediamento dell’Ikea, ma di farlo con la necessità di unire e preservare le forze sane della città, operando uno “scatto” di buona politica. Nel contempo – ha denunciato Mirabassi – in questi anni sono emerse soluzioni alterative, tutte da scartare. E’ l’esempio del sito di Corciano, su cui contrasta l’impatto su una viabilità già oggi critica. Fuori luogo anche Bastia, perché lì si è in presenza di aree agricole e di vincoli aeroportuali per le altezze degli edifici. Da scartare anche Collestrada perché gli spazi dedicati sarebbero angusti e perché i vincoli imposti da Ferrovia, Tevere, E45 e tanto altro sarebbero insuperabili. Non adatto anche Lidarno, perché lì permane una separazione fisica del parco a causa della presenza della E45 e della Ferrovia e perché l’impatto in termini ambientali sarebbe significativo. “L’unica opzione valida resta San Martino in Campo, dunque. Il sito, come dimostra l’iter già compiuto, non ha impatti sull’ambiente, sul paesaggio, sulla viabilità primaria e secondaria. I modesti impatti locali sarebbero facilmente mitigati con appositi provvedimenti. Inoltre il progetto interessa un’area agricola compromessa e degradata e non di pregio come è stato detto da alcuni. Inoltre lì sarebbe possibile realizzare un vero insediamento commerciale innovativo con ampie possibilità di sviluppo e facilmente accessibile”. Sugli aspetti tecnici, Mirabassi ha lanciato la sua proposta al Comune. Quest’ultimo, agendo come regista dell’operazione, dovrebbe promuovere incontri preliminari con tutti i possibili partners per verificare la possibilità di comporre gli obiettivi in gioco e la loro partecipazione attraverso la realizzazione di un masterplan, ossia un documento di indirizzo strategico che sviluppa un’ipotesi complessiva sulla programmazione di un’area. Sotto il profilo urbanistico, sfruttando quanto consentito dalla normativa sulla delocalizzazione delle volumetrie, il Comune potrebbe trasferire nell’area di San Martino in Campo le capacità insediative di Lidarno (che diventerebbe per l’effetto area agricola), evitando il consumo del suolo agricolo. I rappresentanti delle 12 associazioni di San Martino in Campo, nel condividere le argomentazioni di Mirabassi, hanno ribadito che Ikea non ha mai manifestato interesse se non per l’area di San Martino, sviluppando un progetto ormai pronto per il 75-80%. Questo insediamento, che peraltro frutterebbe ingenti risorse al Comune di Perugia (si parla di 7-8 milioni di euro), deve dunque ripartire, onde rispondere alle legittime aspettative della popolazione in termini di aumento dei livelli occupazionali, di sviluppo economico e commerciale. Chiedendo all’Amministrazione di fornire risposte sul punto, le Associazioni hanno annunciato che domani, alle 21, nel Cva di San Martino in Campo si terrà un’assemblea pubblicare per discutere del tema.

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