lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Il 19% dei giovani umbri non studia e non lavora, Ricci: “Servono azioni di prevenzione e attenuazione del fenomeno”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il consigliere regionale annuncia una mozione per chiedere alla Giunta Marini di "elaborare un atto di approfondimento sugli aspetti quantitativi e qualitativi" e "un'analisi relativa alle diverse zone e fasce sociali del territorio".

 
Il 19% dei giovani umbri non studia e non lavora, Ricci: “Servono azioni di prevenzione e attenuazione del fenomeno”
Regione Umbria.  “Servono azioni di prevenzione e attenuazione della generazione Neet né scuola né lavoro, visto che in Umbria i giovani in questa condizione sono il 19 per cento”. È quanto dichiara il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) che annuncia la presentazione di una mozione. “La Giunta dovrebbe elaborare un atto ricognitivo e di approfondimento sugli aspetti quantitativi e qualitativi in Umbria della ‘generazione Neet’, ovvero di coloro che fra 15 e 29 anni si trovano nella condizione di non andare né a scuola né avere un lavoro. Spero che l’Esecutivo di palazzo Donini possa anche specializzare l’analisi in relazione alle diverse zone e fasce sociali della regione. Inoltre auspico la pianificazione, anche attraverso un approfondimento nella Terza commissione dell’assemblea legislativa di possibili azioni, amministrative e legislative, tese a prevenire e attenuare i problemi della ‘generazione Neet’”.

Ricci ricorda che “in Italia i giovani in questa situazione sono circa 2,3 milioni determinando una fascia di persone con potenziali forti negatività socio economiche. Il dato percentuale Istat cita in Umbria un valore della ‘generazione Neet’ pari al 19 per cento. Dato che, in assonanza con le regioni del Sud d’Italia, determina la necessità di monitorare il problema per individuare le possibili azioni di prevenzione e sostegno. Fra le cause dell’incremento di questa percentuale – conclude il consigliere regionale – vi sono: specifiche caratteristiche personali e difficoltà nella ricerca del posto di lavoro, condizioni sociali e la crescente crisi socio economica, la scuola che non forma e informa adeguatamente, nonché fragilità e disgregazione del quadro familiare”.

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