lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Il consigliere Maria Rosi (Ncd) polemica con i bandi per l’imprenditoria giovanile: sono un bluff

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

"I bandi per l'imprenditoria giovanile sono un bluff": a dirlo è il consigliere regionale del Nuovo centro destra Maria Rosi che ritiene si tratti di una bufala elettorale. "Nella realtà non consentono alla gran parte dei giovani di accedervi"

 
Regione Umbria.  “I bandi per l’imprenditoria giovanile sono un ‘bluff’ perché nella realtà non consentono alla gran parte dei giovani di accedervi, se non per acquisto o rinnovo di macchinari, quindi si rivolgono a settori specifici ed escludono iniziative che i giovani volessero intraprendere nel terziario o nei servizi”: lo dice  Maria Rosi, consigliere regionale del Nuovo centrodestra, la quale esorta le istituzioni a “sostenere i giovani in altri modi, per esempio dando loro risorse a fondo perduto, non a tasso zero, e magari risparmiando su altre voci di spesa, come le consulenze esterne dell’amministrazione pubblica, invece delle quali si potrebbe utilizzare maggiormente il personale già in dotazione”.

Rosi parla di “bufale elettorali”, in riferimento ai bandi per l’imprenditoria giovanile e agli aiuti alle famiglie vulnerabili: “Anche i Sindaci – sostiene – dovrebbero mettere al centro dei loro programmi un diverso tipo di aiuto ai giovani, per metterli veramente in condizione di fare qualcosa, aiutandoli attraverso le finanze locali oppure detassando per i primi anni nuove iniziative imprenditoriali o ancora attraverso agevolazioni concrete sul costo degli affitti, che in molte città umbre è proibitivo per un giovane che voglia iniziare a fare impresa. Invece, esigue risorse vengono date ai Comuni perché le distribuiscano alle famiglie vulnerabili, perseguendo la sola via dell’assistenzialismo che, da sola, non produce reddito né occupazione”.

“In questo momento – conclude –  va data la priorità al lavoro e ai nostri giovani, quindi la Regione, che deve legiferare, e i sindaci che sono impegnati a presentare i propri programmi ai cittadini dell’Umbria, escogitino qualcosa che non sia una mera ‘bufala elettorale’ ma una serie di misure concrete per sostenere l’imprenditoria giovanile”.

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