Perugia. Sono stati i docenti e rettori dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Università per stranieri i protagonisti del Consiglio Comunale, conclusasi da pochi minuti, che aveva per oggetto l’eco-sostenibilità e l’ambiente. Anche la città di Perugia ha voluto celebrare la Giornata mondiale per l’ambiente scoprendo quali siano i progetti delle Università che vedono impegnati su questo tema professori ricercatori e studenti. L’assemblea, a cui ha partecipato anche il sindaco Romizi, è stata aperta con l’omaggio, da parte del rettore dell’Università degli Studi di Perugia, a Francesca Follarino, la ricercatrice perugina vincitrice del Bayer Hemophilia Awards Program (BHAP). A seguire Giovanni Paciullo, rettore dell’Università per Stranieri, ha ricordato che il binomio scuola-ambiente è tema fondamentale di studio all’interno dell’ateneo in relazione ad integrazione e cultura. Quali sono quindi i progetti sui quali i ricercatori delle Università perugine stanno lavorando e che hanno per oggetto proprio l’ambiente e il territorio?
Interessante è il fatto che quasi tutte le facoltà abbiano progetti che, anche non direttamente, interessano questo argomento. Per dare un quadro, seppur non dettagliato, è necessario, quindi, fare una panoramica sugli interventi di quest’oggi, prendendone alcuni ad esempio per dimostrare la varietà dei progetti e la quasi totalità dei dipartimenti universitari interessati.
Giuseppe Liotta, professore del dipartimento di ingegneria informatica dell’Unipg, ha esposto il programma “Smart city”, a cui sta lavorando insieme a studenti e ricercatori. Il concetto di smart cities, città intelligenti, vede il proprio obiettivo in un centro partecipato, attraverso l’impiego della tecnologia, che favorisce la partecipazione dei cittadini e l’organizzazione della città in un’ottica di sostenibilità, inclusione ed ottimizzazione delle risorse energetiche/ambientali, economiche, ed umane (capitale umano, relazioni, tempo delle persone). “Attraverso questo progetto- dice- è possibile dare peso alle città più piccole portando la comunità ad avere una partecipazione attiva della città. Ad oggi Perugia ricopre il quarantacinquesimo posto della classifica nelle città italiane, ma è di buon auspicio il fatto che le prime dieci della liste siano città della stessa grandezza, Milano esclusa, di Perugia. Le Università sono il perno centrale per una città intelligente perché devono contribuire a creare le città del futuro”.
A parlare a nome della facoltà di veterinaria è intervenuta la professoressa Maria Teresa Mandare, che ha esposto alcune ricerche finalizzate alla salvaguardia ambientale: “L’obiettivo è aumentare la sostenibilità degli allevamenti intensivi ed estensivi. Alcuni studi hanno dimostrato che attraverso una dieta integrata di olii essenziali e minimo impiego di farmaci negli animali da reddito è possibile diminuire drasticamente lo spargimento nell’ambiente di sostanze come l’anidride carbonica, e, inoltre, favorire la digeribilità di ciò che mangiamo”.
Potrebbe sembrare strano ma anche i progetti di ricerca della facoltà di filosofia interessano l’ambiente, inteso però, come relazione tra uomo e territorio. A spiegare i numerosi studi che concernano con il tema della conferenza è stata la professoressa Floriana Falcinelli, docente di filosofia: “I progetti di ricerca che vado a presentare interessano l’ambiente non tanto dal punto di vista ecologico quanto al rapporto tra individui e individuo ambiente. Tra questi “Città, nazione e mondo globalizzato”, in collaborazione con docenti di giurisprudenza, “Cultura, linguaggi e pratiche”, progetto che approfondisce il legame tra ambiente e cultura e si focalizza sul fenomeno dell’immigrazione, “Filosofia, persona e economia civile”, al cui centro vi è lo studio dell’etica e della complessità delle relazioni e “Scienze pedagogiche e didattiche”. Quest’ultimo progetto prevede una maggiore attenzione sulla questione ambiente nelle scuole, poiché l’ambiente nell’ottica dell’educazione non può essere vista se non in relazione all’ informazione e quindi all’educazione ambientale”.
Rilevanti, poi, dal punto di vista del territorio e della salvaguardia dei beni culturali sono i progetti di ricerca della facoltà lettere, esposti dal professore Fatichenti, docente di geografia presso l’Università degli Studi di Perugia. “Gli studi sull’ ambiente del nostro dipartimento-spiega- si focalizzano principalmente sulla geografia rurale e urbana, a partire dallo sfruttamento delle acque in Umbria allo smaltimento dei rifiuti solidi e alla salvaguardia dei beni culturali. L’Umbria, ad esempio, è l’unica regione in Italia ad avere il censimento dei mulini ad acqua, indice della buona gestione delle risorse idriche nel nostro territorio. Tra i progetti che stiamo portando avanti un ruolo importantissimo lo assumono gli indicatori di impatto socio- ambientale delle industrie, che quantificano l’effettivo o meno malfunzionamento degli impianti di scarico di un’industria e la percezione che ne ha la popolazione”. Nella stessa direzione vanno gli studi, esposti dal professore Materazzi, del dipartimento di ingegneria, improntati verso la realizzazione di strumenti atti a salvaguardare i beni culturali, ad esempio il continuo monitoraggio a distanza di monumenti a rischio sismico ( per quanto riguarda Perugia ora sono monitorati la Fontana Maggiore e Torre degli Sciri), botanica ambientale per la tutela dell’ambiente e dei beni culturali, e il progetto europeo Heracles, che studia sistemi per la resilienza di beni culturali. Lo stesso dipartimento porta avanti anche altri progetti legati all’ ambiente e alla sostenibilità, tra questi il progetto Progeo, che studia la conversione di anidride carbonica in metano e lo studio di celle fotovoltaiche ibride di materiali organici e inorganici, che secondo le ricerche fatte porterebbero ad una riduzione dei costi dei materiali e ad una maggiore produzione di energia.
Può sembrare strano ma anche la giurisprudenza ha caro il tema dell’ambiente e del territorio, e anche qui a Perugia sono avviati dei progetti di ricerca in questo campo, come lo studio dell’impatto sociale ed economico sulla città del fenomeno di “Airbnb” e le numerose soluzioni di sharing economy. Precisamente lo studio sul sito “Airbnb” si propone di individuare i benefici di questo nuovo modo di viaggiare senza sopraffare il settore alberghiero. Gli interventi di oggi sono stati molti e altrettanti e maggiori i progetti esposti; sicuramente è emerso quanto alle università perugine abbiano a cuore il tema “ambiente” e quante declinazioni differenti può avere questa parola che normalmente associamo a termini quali “verde” ed “ecosostenibilità”. I sinonimi, invece, come insegnano i numerosi studi esposti, sono molti di più e concernano ogni campo della sfera pubblica (comunità, citta, territorio) e privata (relazione tra individui, salute, benessere etc.).
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