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‘Il dolce loco’ della didattica e della ricerca

All’Università per Stranieri di Perugia, inaugurato l’anno accademico 2017/2018 (il 92esimo dalla fondazione) alla presenza della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Valeria Fedeli.

 
‘Il dolce loco’ della didattica e della ricerca
Perugia. La Valchiusa petrarchesca, presente in tutti i segmenti iconografici dell’incunabolo del Canzoniere e dei Trionfi glossato e magistralmente illustrato da Antonio Grifo negli anni Settanta del Quattrocento. E se quel ‘dolce loco’ fosse un laboratorio attivo di idee e di ricerca, di didattica, di dialogo, di scambio interculturale? Quel loco assumerebbe, allora, i contorni netti dell’aula magna di una Università, in cui campeggia un affresco del pittore futurista perugino Gerardo Dottori, sul cui sfondo, oltre al Colosseo e a San Pietro, si scorge un acquedotto romano, frutto e al contempo simbolo della ‘tecnologia’. In senso figurato, ancora, quel loco diverrebbe motivo di dibattito e discussione, di dialogo prolifico, di integrazione e di inclusione, di cooperazione internazionale. E la sua ‘costruzione’ avrebbe un inizio preciso. È stato inaugurato lunedì 30 ottobre, alle 10.30, in una gremita aula magna di palazzo Gallenga, l’anno accademico 2017/2018 dell’Università per Stranieri di Perugia, il 92esimo dalla fondazione. L’inaugurazione, alla presenza della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Valeria Fedeli, delle autorità civili, militari e religiose, delle rappresentanze diplomatiche accreditate a Roma, e dei Rettori di 5 Università italiane (Università per Stranieri di Siena, Università degli Studi di Perugia, Link Campus University di Roma, Università di Bari, Università di Sassari), è stata preceduta, alle 9.30, nella chieda di San Fortunato in piazza Fortebraccio, dalla Santa Messa celebrata dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve e presidente della Confederazione Episcopale Italiana.

 

Il 92esimo anno dell’Università per Stranieri di Perugia è stato ufficialmente aperto dal Magnifico Rettore Giovanni Paciullo, che ha riflettuto sulla missione «di una Università originale nell’impianto e speciale nella vocazione, un luogo di attività didattiche e di ricerca, ordinate sulla prospettiva della internazionalizzazione e dell’integrazione», soffermandosi, poi, sul tema della cittadinanza, che «non può essere un’arma identitaria da impugnare per imporre distanze e segnare esclusioni». «La legalità costituzionale – ha aggiunto – ci porta a considerare la persona come centro unitario di protezione di un nucleo di diritti dal quale non può essere separata, dovendo coerenza ad un personalismo che i nostri padri costituenti mutuarono dal Codice di Camaldoli». Anticipando la missione propria degli Istituti di cultura italiana nel mondo, l’Università per Stranieri ha ospitato nelle proprie aule migliaia di studenti che hanno avuto modo di implementare competenze culturali che si sono rivelate utili a sostenere i potenziali di sviluppo dei loro Paesi di origine, sulla base di una didattica e di un apprendimento attivi, aperti alla città di Perugia. Come dire che ‘le domande e le risposte che non producono parole nuove – e quindi nuovi saperi – non sanno parlare’.

Ha poi fatto seguito una serie di interventi: quello della rappresentante del personale tecnico-amministrativo, la dottoressa Beatrice Codini, che ha sottolineato la partecipazione attiva realizzata in questi anni, appunto, dal personale tecnico-amministrativo nelle sue rappresentanze, in linea con lo spirito di collaborazione, di accoglienza, di interculturalità, di diffusione della cultura italiana promosso dall’Università per Stranieri di Perugia; e quelli dei rappresentanti degli studenti. Nello specifico, la studentessa giapponese Miyuki Nishida, rappresentante degli studenti dei corsi di laurea, che si trova in Italia per perfezionare la conoscenza della lingua italiana ed è iscritta ad un corso di lingua italiana all’Università per Stranieri di Perugia per il conseguimento del livello C1, ha affermato di aver scelto Perugia per avere la possibilità di studiare in un ambiente internazionale che le potesse consentirle di formarsi al fine di diventare, in futuro, ella stessa un’ambasciatrice della cultura italiana nel proprio Paese di origine. Emanuele Romolini, alludendo a Il barone rampante di Italo Calvino, ha asserito che la ricerca scientifica permette di demolire ogni muro, intensificando lo scambio fra culture diverse, e promuovendo la diffusione della cultura. ‘Studenti italiani, stranieri per scelta’ è stato, non a caso, lo slogan che lo ha eletto a rappresentante degli studenti dei corsi di laurea del prestigioso Ateneo perugino.

La prolusione della direttrice del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia e coordinatrice del Dottorato di ricerca in Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale, professoressa Giovanna Zaganelli si è incentrata sulle ‘Forme retoriche e narrative del Petrarca illustrato’, percorrendo un itinerario che ha condotto i presenti sin all’interno dell’officina tipografica veneziana, quella di Vindelino da Spira, che negli anni Settanta del Quattrocento, dava alle stampe la prima opera a stampa della letteratura italiana: il Canzoniere e i Trionfi di Petrarca. L’incunabolo, glossato e illustrato da Antonio Grifo, poeta cortigiano, rimatore e appassionato lettore di Petrarca, restituisce una puntuale esegesi verbale e visiva dell’opera volgare del poeta laureato: le glosse manoscritte del Grifo impreziosiscono la copia a stampa, impressa in una splendida umanistica corsiva, e sono strettamente legate all’apparato iconografico che interessa ciascun componimento petrarchesco, costituendosi come un prezioso testimone documentario tanto per la storia del libro quanto per quella della stampa. «Il discorso iconico – ha affermato la professoressa Zaganelli – si organizza sostanzialmente attorno a due aree semantico-simboliche: da un lato, il libro rosso, con la freccia d’amore e un lussurioso serpentello, che hanno la funzione di simboleggiare il desiderio d’amore del poeta e le sue sofferenze (come dire che la simbologia del libro risulta intensificata dalla freccia e dal serpente, ma anche dagli occhi e dal cuore: il senso e l’intelletto costituiscono un ossimoro iconico che si sostituisce al libro, libro che possiede una profondità simbolico-letteraria e che acquista una consistenza narrativa); dall’altro lato, l’alloro, che rimanda a Laura, e che gode di una ricchissima presenza all’interno del libro, sia come pianta che come ‘attore’ protagonista». Così come Valchiusa, presente in tutti i segmenti illustrativi del Grifo, quale piccolo scorcio del dolce loco, in un’ottica di testualità cortigiana, con motivi bucolici, che hanno la funzione di restituire al pubblico colto cui il letterato veneziano si rivolgeva, il sapore avventuroso della favola cortese e del romanzo petrarchesco, del progetto autobiografico del Canzoniere, intriso di simboli, ‘pittogrammi e geroglifici’ e di scene teatrali in cui la donna amata esce dai confini metaforici per divenire una creatura vera. Ne ‘Vergine bella, che di sol vestita / coronata di stelle al sommo sole (…)’, ad esempio, «le postille del Grifo – ha spiegato la professoressa Zaganelli – risultano intimamente legate ai componimenti, e si richiamano all’apparato iconografico con cui stringono una fedele alleanza. L’occhio che scorre sulla pagina si sofferma sulle postille, e sugli argomenti selezionati ed estratti dal testo, immediatamente esplicati dall’apparato iconografico».

È poi intervenuta la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Valeria Fedeli, che ha focalizzato la propria attenzione sull’importanza della conoscenza in una società in continuo e fluido cambiamento culturale e sociale. «Bisogna costruire cittadinanza e uguaglianza – ha asserito la ministra Fedeli – attraverso cultura e saperi. Il nostro è un Paese con un’importante tradizione e uno straordinario patrimonio culturale. Dobbiamo continuare ad essere un Paese che produce cultura, consapevoli della nostra identità, ma sempre aperti allo scambio che deriva dall’essere calati in una dimensione internazionale. Il ruolo dell’Università e in particolare quello della Stranieri di Perugia – un centro d’eccellenza in Italia – è quello di aver applicato esattamente una straordinaria buona pratica che va riconosciuta e rispettata (…). Come Governo siamo convinti del fatto che l’intera filiera dell’educazione debba essere oggetto di interventi. E questo nel nome di un investimento che è rivolto al futuro non solo delle persone ma del nostro Paese nella sua interezza, un investimento che attendiamo ormai da anni. Pena la nostra definitiva sconfitta nei mercati delle due economie del mondo contemporaneo: quella delle merci e quella dei saperi; l’economia finanziaria e l’economia della conoscenza. Due sfide che non possiamo e non dobbiamo perdere in alcun modo». In questo senso, deve essere riconosciuto il valore della cultura, la capacità di riconoscere e valorizzare le diversità. Un aspetto, questo, che la Ministra ha messo in luce, la scorsa settimana, al teatro Eliseo di Roma, dove ha invitato la scuola a rispettare le diversità, attraverso il sapere,sulla base dell’Art. 3 della nostra Costituzione, e a incrementare il dialogo, come strumento di costruzione di una cittadinanza attiva e democratica. In questo – ha precisato la Ministra – c’è una linea di continuità fra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Università per Stranieri di Perugia. «Proprio a proposito di sinergia e di intreccio di funzioni strategiche – ha asserito – sarò in Cina per un forum scientifico Italia-Cina, al fine di allungare ‘il percorso della via della seta fino in Italia. L’insegnamento della lingua italiana, d’altronde, passa per la promozione della cultura del nostro Paese all’estero, anche attraverso l’insegnamento della bellezza qualitativa dei nostri classici, come la professoressa Zaganelli ha messo in luce nel corso della sua prolusione, o mediante il ricorso ad altre forme di linguaggio, come quello del cinema, dell’arte, del teatro, che devono inserirsi in modo strutturale nella didattica (…). Il 10 novembre si terrà la Conferenza nazionale dell’Università italiana, in cui si ‘alzerà lo sguardo’ per sapere cosa serve al Paese dagli Atenei italiani e dalla ‘filiera del sapere’, per un’Italia competitiva. Credo sia significativo che il Consiglio dei Ministri si sia aperto con il Ministro dell’Economia che ha parlato di una accelerazione, dal punto di vista economico, per le nuove generazioni, con nuove assunzioni per i ricercatori, e con l’intento di aumentare il diritto allo studio, anche in relazione al binomio Università-mondo del lavoro, sulla base di lauree professionalizzanti, di una co-progettazione fra percorso formativo e sbocchi professionali e di un nuovo intreccio con la cultura umanistica».

La cerimonia è volta al termine con la consegna dei sigilli dell’Università per Stranieri alle eccellenze italiane: a Inge Feltrinelli per l’editoria, a Francesco Rutelli per il cinema – che ha affermato: «l’Università per Stranieri è molto simile agli Istituti di cultura per la promozione della cultura italiana: qui si viene da altra nazione per essere meno ‘estranei’» –, ad Andrea Pontremoli per l’alta tecnologia legata all’automobile italiana come espressione dell’Italian style – «il futuro – è stato il suo commento – è basato sulla tecnologia. La persona va formata sull’uso della tecnologia stessa» – e, infine, ad una delegazione di dipendenti della rappresentanza sindacale unitaria della Perugina, che hanno fatto leva sui concetti di democrazia e di valore del lavoro, da cui, solo deve derivare la ricchezza. Un ‘dolce loco’, da rimettere al centro, ripartendo dalla fabbrica. E da un laboratorio attivo di idee e di ricerca, di didattica, di dialogo, di scambio interculturale.

 

 

 

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