Che cosa devo dirvi? Complimenti, è un vero successo. In barba ai detrattori del Festival, di chi non comprende la verve artistica e la smisurata sensibilità del nuovo corso, che ha fatto risorgere un evento definito con molta modestia ed eleganza proprio da Lei, direttore artistico Ferrara, “un cadavere” prima del Suo arrivo in città, nove anni orsono. Lo abbiamo potuto apprezzare in diretta nazionale su Rai 5, la sera dell’apertura, che ha ospitato la Sua ennesima regia (a quante siamo giunti? All’ottava in nove edizioni, mi pare… Una ripetitività non esattamente consona ad un Festival, non crede?). Ad ogni modo, poiché è evidente che le cose non stanno affatto così come ce lo comunica l’Ufficio Stampa – sulla cui professionalità e correttezza non vi è nulla da eccepire – sappiano, caro presidente Cardarelli e direttore artistico Ferrara, che una manifestazione che gode di fondi pubblici non dovrebbe, sotto il profilo morale, negare tutti gli accessi a tutti gli spettacoli ad un organo di informazione, tanto più se quest’ultimo i fondi pubblici non li percepisce né li chiede. Sotto l’aspetto pratico-legale, invece, è ovvio che fate ciò che vi pare e piace, forti della Vostra versione ufficiale (“non ci sono più accrediti disponibili”) e delle Vostre posizioni di potere incontrollato, che si nutre dell’apatia del cittadino comune per il quale il Festival, da ormai troppi anni, non rappresenta proprio un bel niente.
Ed è proprio qui l’elemento di maggior tristezza che rilevo nella decisione di negare l’accesso agli spettacoli al quotidiano online della città del Festival: certamente così facendo andate a penalizzare il nostro giornale, che non potrà offrire ai propri lettori recensioni aggiornate sulle prime del Festival e neanche sulle repliche; ma maggiormente penalizzate proprio il Festival. E non certo perché Spoletonline sia la testata più importante del mondo, ci mancherebbe. Penalizzate il Festival perché create un pessimo precedente, un precedente discriminatorio nella gestione della comunicazione della manifestazione. Tra l’altro sarebbe interessante comprendere il perché di questa esclusione: da solo, Spoletonline intrattiene ed informa ogni giorno un numero di lettori che decuplica – come minimo – l’insieme delle persone che si recano in edicola ad acquistare giornali cartacei locali, i quali hanno tutti ricevuto, giustamente, gli accrediti per il Festival come ogni anno. Dunque non è nei numeri che va ricercata la decisione discriminatoria per la quale Vi scrivo questa mia lettera aperta. E neanche nei contenuti delle recensioni: sfido Voi o chiunque dello staff del Festival a trovare una sola recensione pregiudizialmente negativa ad uno o più spettacoli del Festival. Spoletonline, da 16 anni ormai a questa parte, racconta il Festival dei Due Mondi con passione e serietà, inchinandosi davanti agli artisti a prescindere dalle idee personali circa la gestione del giocattolo Festival, sulle quali siamo ancora liberi – viva Dio – di coltivare e argomentare posizioni critiche.
Ecco, qui il dubbio mi assale: non vorrei che proprio le posizioni critiche di Spoletonline siano state il motivo dell’incredibile esclusione del primo e principale organo di informazione locale. Non ci voglio neanche pensare. Non voglio credere, ad esempio, che alcuni pezzi di satira nella rubrica “Cronicario” del buon Alfonso Marchese siano stati il seme della discordia, o forse sarebbe meglio dire la scusa, per addivenire ad una decisione invereconda come quella che ci ha comunicato, non senza apprezzabile e da noi apprezzato imbarazzo, l’Ufficio Stampa del Festival. Ecco, se i personalismi dovessero prevalere sulla gestione dell’istituzione, allora saremmo alla fine di tutto. Non voglio crederci. Mi rifiuto di farlo. Ma allo stesso tempo Vi chiedo, in quanto pubblici amministratori e gestori, di rispondere ad un quotidiano regolarmente registrato presso il tribunale della Repubblica Italiana. Fatelo qui, su queste colonne che sempre hanno ospitato – e continueranno a farlo, per l’interesse della città e del Festival – ogni comunicato stampa della manifestazione, ogni uscita pubblica sia del presidente della Fondazione sia del direttore artistico. Vi chiedo una risposta chiara e univoca, che cessi di nascondersi dietro al dito degli accrediti non più disponibili e spieghi realmente questa decisione assurda. Se una spiegazione plausibile esiste.
In attesa di un Vostro, mi auspico celere, riscontro
Con rispetto saluto
Daniele Ubaldi – direttore editoriale
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