Il bilancio – Eccentrico come al solito, Riccini Ricci dichiara: “I numeri non li diamo per non darci troppe arie, ma il festival è andato molto bene. Lo dimostrano il sold out per lo spettacolo di Federico Buffa sulle Olimpiadi del ’36, il pienone e le lunghe file per gli incontri con Antonio Albanese e la Gialappa’s e il grande interesse per Matteo Garrone e Saverio Costanzo”.
La svolta – “Tuttavia – prosegue – voglio annunciarvi che quella appena passata è stata l’ultima edizione dell’IMMaginario strutturata in questo modo: dal prossimo anno infatti abbiamo intenzione di rivoluzionare il format”. In sintesi, il festival vedrà diminuire i momenti di spettacolo puro con ospiti famosi per concentrarsi maggiormente su un lavoro di costruzione “di cose, persone e progetti di qualità”: in pratica ciò che è già stato fatto quest’anno tramite il progetto Umbria Creativa, con i suoi laboratori, workshop e seminari, dovrebbe assumere un ruolo preponderante. “Questo ci permetterà anche di spalmare il festival nell’arco dell’intero anno – continua Riccini Ricci – rendendolo qualcosa di nuovo, un’esperienza in continua evoluzione”. Tale scelta è stata presa anche per differenziare l’IMMaginario dal Festival del Calcio, che a differenza del primo manterrà la propria struttura immutata.
Altri progetti – Prima di concludere Riccini Ricci lascia la parola ai numerosi rappresentanti di associazioni e comitati presenti in sala, parti del summenzionato progetto Umbria Creativa e infine annuncia di essere al lavoro con il proprio team per due progetti europei “ormai in dirittura d’arrivo”: uno legato ai musei digitali e l’altro alle web series. Ultima anticipazione: “Potrei presto esportare qualche esperienza del genere anche al di fuori della nostra regione”.
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