TTIP – Tamburrano ha parlato di “due facce dell’Europa, una buona e una cattiva”, concentrandosi principalmente sul TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), il trattato di libero scambio USA-UE in corso di negoziazione da un paio d’anni a questa parte, nei cui confronti i grillini stanno attuando una feroce opposizione: “A parte l’assoluta segretezza nel quale la Commissione si sta muovendo, il che è già un dato che fa pensare, l’approvazione di questo documento sarebbe una sciagura per noi europei: aumenterebbe la disoccupazione e farebbe venir meno tutta una serie di standard qualitativi previsti dalle norme UE. C’è un precedente che riguarda il NAFTA (North American Free Trade Association, ndr), che ha distrutto il settore agroalimentare messicano, ma ha avuto ripercussioni anche negli Stati Uniti, dove si sono persi quasi un milione di posti di lavoro a causa della delocalizzazione”.
Reddito minimo – La Agea si è invece occupata di un altro cavallo di battaglia del M5S, il reddito di cittadinanza: “Dopo una grande battaglia siamo riusciti a far approvare a larga maggioranza al parlamento europeo, unico organo democraticamente eletto dai cittadini dell’Unione, un documento in cui si raccomanda agli Stati membri l’istituzione di un reddito minimo per i non abbienti, documento su cui però il Consiglio (composto dai capi di Stato e di governo) ha posto il proprio veto. Voglio far notare che una misura del genere esiste già, secondo criteri e con nomi differenti, in 26 dei 28 paesi UE, con le uniche eccezioni rappresentate da Italia e Grecia”.
Fondi diretti UE – Boffi ha quindi descritto in maniera approfondita i meccanismi che regolano l’erogazione dei finanziamenti europei. “In Italia si ha il brutto vizio di non far conoscere le cose buone che l’UE fa ed ecco come riusciamo a non sfruttare, quindi a perdere, una quantità enorme di risorse”, il suo incipit. Il totale dei finanziamenti stanziati per il periodo 2014-2020 è di 960 miliardi di euro, tali finanziamenti si suddividono in indiretti (erogati dagli enti periferici, nel nostro caso le Regioni) e diretti (erogati direttamente dalla Commissione e dalle sue agenzie). L’esperto ha concentrato la sua attenzione sui fondi diretti, a loro volta suddivisi in appalti e sovvenzioni, i quali possono essere richiesti da parte di enti pubblici, università, associazioni, start-up e imprese di qualsiasi dimensione mediante la presentazione di apposita richiesta (meglio se compilata in lingua inglese) sulla base dei bandi che si possono trovare in tutte le lingue ufficiali dell’Unione nella Gazzetta Ufficiale UE o nei vari siti di riferimento. Per usufruire dei finanziamenti è necessario formare un consorzio europeo di imprese (seguendo un meccanismo abbastanza snello) con partner presenti in almeno altri due paesi membri e/o associati. I finanziamenti sono per il 95% a fondo perduto e vanno a coprire una parte consistente (in media il 70%, ma la percentuale varia a seconda dei casi) del progetto preso in esame. La Commissione eroga le somme a scaglioni, monitorando nel contempo l’evoluzione del progetto (fino a due anni dal termine del finanziamento). Boffi ha poi parlato nel dettaglio di alcuni programmi specifici, come “Horizon 2020″ o “Cosme”, incentrati in particolare (ma non solo) sul settore ricerca e sviluppo. Per chi volesse approfondire il tema o farsi aiutare nella compilazione di una richiesta esistono dei punti di contatto nazionale, inquadrati nel Ministero dello Sviluppo Economico, che forniscono gratuitamente la propria assistenza.
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