Anche Giannini, sempre a Repubblica.it ha detto di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali: “Sono assolutamente serena e certa della bontà dell’operato mio e del Consiglio di amministrazione che all’epoca presiedevo. Mi preme sottolineare, tuttavia, che le iniziative legate all’istituzione di una scuola di Alta formazione internazionale della cucina italiana sono state approvate collegialmente dal suddetto cda. In attesa poi di comunicazioni ufficiali da parte della Procura umbra della Corte dei Conti, anticipo che ogni particolare sarà chiarito nelle sedi competenti”.
All’origine della vicenda, emersa a marzo di quest’anno, ci sono delibere del consiglio di amministrazione dell’ateneo, che risalgono al 2008, con le quali si è dato il via alla nascita della “Scuola internazionale di cucina italiana” con sede in una proprietà dell’ateneo data a un affittuario che però non ha mai pagato l’affitto. Il progetto – spiegarono fonti ministeriali a marzo – in sostanza è morto ed è rimasto aperto un contenzioso tra l’università di Perugia e l’affittuario, trattato dalla sede distrettuale dell’Avvocatura dello Stato, per il recupero delle somme dovute.
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