Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, oggi ha lasciato il carcere di Prato alla volta della Sardegna, dove sarà trasferito in una Rems, residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria, dove rimarrà per altri 3 anni, così come previsto dalle misure di sicurezze della sentenza della Corte d’Assise d’appello di Perugia che, lo condannò a 30 anni di reclusione riconoscendogli la seminfermità mentale e la pericolosità sociale. La destinazione del 47enne era rimasta segreta e sconosciuta persino al suo avvocato, il legale Guido Bacino e alla famiglia dello stesso ex geometra, che come riportato dall’Ansa, non conoscevano nemmeno la regione dove si trovava la struttura pronta ad accogliere Chiatti. Una volta che l’ex geometra avrà trascorso tre anni nell’ospedale psichiatrico, la sua pericolosità sociale dovrà essere nuovamente valutata e se accertata la custodia verrà prorogata. Potrebbe succedere anche a vita. Un mese e mezzo fa, il tribunale di sorveglianza fiorentino, aveva reso esecutiva la misura dopo che i periti nominati dai giudici avevano affermato che in Chiatti “non è stato riscontrato alcun minimo atteggiamento di rimorso o di dolore per i fatti commessi”, sottolineando come “il quadro psicopatologico presenti aspetti di particolare gravità che inducono a ritenerlo persona socialmente pericolosa”. Di fatto dunque, Luigi Chiatti, oggi venerdi 4 settembre, finisce di scontare la sua pena per gli omicidi di Lorenzo e Simone, ma niente libertà per lui. Si chiudono le porte del carcere e si spalancano quelle di una struttura per criminali psichiatrici, dove potrebbe anche passarvi tutto il resto della sua vita.
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