L’invito – In apertura i relatori rivolgono a tutti l’invito a partecipare a due ulteriori eventi: La Perugina siamo noi, che si terrà questo sabato alle ore 16 presso la sala Sant’Anna (in cui verrà approfondita ulteriormente la questione insieme al professor Renato Covino e ai rappresentanti delle Rsu e di Nestlè Italia) e Il parlamentare che ti serve (un format già sperimentato in altre regioni, ossia una cena di autofinanziamento che vede la presenza di rappresentanti eletti del Movimento ad ogni livello nell’insolita veste di camerieri), che avrà luogo sempre sabato, alle 20, presso il ristorante-pizzeria Thebris a Ponte Felcino.
Le dichiarazioni – Passando agli interventi, il fulcro del discorso è rappresentato da un appello alla città e alle istituzioni: “Dobbiamo sensibilizzare i Perugini nei confronti di una nostra realtà storica – dichiara la Rosetti – fondata più di un secolo fa da un’imprenditrice donna con intuizioni geniali e innovative come Luisa Spagnoli”. “Abbiamo presentato a marzo in Parlamento un odg che impegnasse il governo a creare un tavolo di dialogo sulla questione – ricorda la Ciprini – e, seppur con ritardo, siamo stati ascoltati. Il governo deve convincere la Nestlé a sviluppare un piano industriale serio ed espansivo, in maniera simile a quello che fece poco tempo fa in Germania Angela Merkel con lo stabilimento della Nescafé a Schwerin”. “Per me che vengo da fuori – nota Giaffreda – la Perugina e il Bacio in particolare sono sempre stati il simbolo di Perugia. Purtroppo noto uno scollamento dei cittadini rispetto alle vicende di quest’industria, noi vorremmo fare da tramite per una manifestazione di solidarietà collettiva, sulla falsa riga di ciò che ha fatto Terni per le acciaierie”. “Stanno costruendo luoghi di consumo e smantellando quelli di produzione, a me sembra una follia” chiosa Pietrelli, che prendendo in mano un Bacio prosegue: “Vedete questo? Quanti di voi sanno che ne esistono quattro tipi diversi? E quanti che vengono ancora prodotte le caramelle Rossana? Molto pochi, non è vero? Il fatto è che l’azienda non fa uno straccio di pubblicità da anni, a differenza dei concorrenti. E allora come spera di andare avanti? I prodotti non si vendono da soli. E la pubblicità non la possono di certo fare gli operai”.
La testimonianza – C’è spazio in chiusura anche per una testimonianza diretta, quella di Francesco Bastianelli: “Il mio avvocato mi ha detto di non espormi di persona, ma a me non interessa, tanto poco mi è rimasto da perdere. Lavoravo per la cooperativa Frassati, che si occupa della pulizia degli stabilimenti della Perugina. Sono stato licenziato insieme ad altri quattro lavoratori il 13 agosto nell’indifferenza assoluta dei media e con il placet della Cgil. Abbiamo tutti qualcuno a carico, chi la moglie, chi i figli, chi entrambi. Si tratta di un licenziamento collettivo, a nostro parere illegittimo, che abbiamo impugnato nelle sedi opportune. Ora vado avanti con circa 360 euro mensili di sussidio di disoccupazione, che dureranno pochi mesi ancora, e mi è stato detto di essere addirittura fortunato per questo! Noi siamo stati i primi in assoluto ad essere licenziati, ma come sapete ci sono tantissimi contratti di solidarietà in atto in azienda e ho il timore che se non si fa qualcosa presto toccherà a qualcun altro”.
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