lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Il “PerSo” scopre le carte: ecco le opere in concorso

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il Festival dedicato al Cinema documentario a carattere sociale si svolgerà a Perugia dal 18 al 27 settembre. Il direttore artistico Balsamo: "Abbiamo ricevuto opere di alta qualità cinematografica da tutto il mondo. Non potevamo chiedere di meglio".

 
Il “PerSo” scopre le carte: ecco le opere in concorso
Perugia.  Oltre 100 proiezioni in dieci giorni, per intercettare tutte le sfumature che il cinema del reale è in grado di cogliere. La prima edizione del “PerSo – Perugia Social Film Festival”, che si svolgerà dal 18 al 27 settembre nel capoluogo umbro e con una importante propaggine nella città di Spoleto, ruoterà attorno ad un concorso diviso in cinque categorie – lungometraggi, cortometraggi, promo, spot e Umbria in celluloide – per un montepremi totale di 21.000 euro. “Abbiamo ricevuto opere di alta qualità cinematografica, provenienti da molti angoli del pianeta: non potevamo aspettarci di meglio per una prima edizione”, dice Mario Balsamo, direttore artistico del “PerSo”.

Un evento che sarà crocevia di una riflessione sul sociale sfaccettata e creativa. Un viaggio che attraverserà tanti mondi diversi, geograficamente e spiritualmente lontani, movimentato dalle voci degli oltre 90 ospiti, tra registi, attori e produttori. Gli spettatori avranno modo di partecipare a proiezioni programmate nei vari cinema del centro storico perugino e nelle sale Pegasus e Frau di Spoleto, tutte ad ingresso gratuito, per scoprire il complesso panorama del sociale attraverso storie, prospettive insolite, indagini nuove su aspetti taciuti o vicende dimenticate. Ci si addentrerà delicatamente nella psicologia di chi ha subito un lutto e, con più vigore, nel mondo complicato della frustrazione giovanile; ci sarà uno squarcio di Marocco, vite sospese tra allevamento e contrabbando, e tanti sguardi aperti sulla malattia, fisica o mentale che sia. Ci sarà lo spaesamento che corrisponde ad ogni migrazione, da avvicinare con curiosità: quello degli scalpellini che, a fine Ottocento, hanno portato l’arte di Carrara nel Vermont oppure quello dei bambini orientali che crescono a Roma, italiani a metà.

Dietro ogni tradizione popolare c’è un mondo di suggestioni infantili, come dimostra un giro tra i quartieri di Napoli a fine gennaio. Dietro ogni fenomeno balzato sulle prime pagine dei giornali c’è un’estetica speciale: Taranto è tossica e dolorosamente bella, il suo passato vive in mezzo agli impianti siderurgici mentre l’Appennino emiliano nasconde un reattore nucleare di quarta generazione. Si può osservare da vicino la spiritualità marchigiana, la periferia italiana vista come metafora, l’arte come invenzione di un linguaggio nuovo per parlare della disabilità in modo creativo.

E poi ancora c’è il racconto della dipendenza, che sia sentimentale oppure clinica, e delle strade inventate per uscirne. Si va indietro nel passato, fino al 1991 ricordando il traghetto Moby Prince e quei centoquaranta morti, ma si guarda al futuro per parlare di energie rinnovabili, della lotta intensa e silenziosa delle donne africane contro le malattie neonatali, di un gioco di 3 giorni che vuole ripulire il pianeta, della rinascita dopo la malattia distruttiva, della sfida filosofica come una chiave nuova. Si viaggia nello spazio, tantissimo: dalle pietre del fiume Adige fino a Gaza, passando per il limbo orientale di Napoli, la Thailandia, la musica del Mali, le periferie parigine e le piantagioni di cotone dell’India. Ci sono poi gli sguardi sull’infanzia, con nuovi modi di intendere la scuola ma anche con un tuffo nel mondo luccicante e inquietante dei concorsi di bellezza per baby-modelle. Fino alla poetica dell’ultima stagione della vita, denunciata nel suo disagio e colta nella sua profondità.

Oltre alle proiezioni dei film in concorso, il programma del “PerSo” prevede anche una retrospettiva dedicata al mondo del lavoro, un convegno sul rapporto problematico tra disabilità e lavoro, due convegni a tema psichiatrico e un evento speciale sul tema dell’emigrazione che vedrà come protagonista Giuliano Montaldo. L’evento è organizzato dalla Fondazione “La città del sole” – Onlus, che da quasi vent’anni si occupa di Psichiatria e di diffusione di una cultura dell’integrazione, e vede come Presidente Stefano Rulli. La kermesse vanta il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, oltre a quelli di Regione Umbria, Comune di Perugia, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, Ufficio Scolastico regionale per l’Umbria, CoReCom Umbria, Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario dell’Umbria e Rai Umbria. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.persofilmfestival.it Qui è visibile lo spot ufficiale del PerSo 2015 realizzato con Paola Cortellesi: www.youtube.com/watch?v=IZtyOrr_fyQ

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