martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Il rilancio di Rockin’Umbria passa attraverso Sun Kil Moon

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

La Fondazione “SergioPerLaMusica” rilancia così lo storico festival, in programma a Umbertide dal 23 al 26 luglio, con il concerto di uno dei migliori songwriter contemporanei, protagonista anche di una delle prime scene del film Youth di Sorrentino

 
Il rilancio di Rockin’Umbria passa attraverso Sun Kil Moon

UMBERTIDE. Per il suo rilancio Rockin’Umbria ha scelto uno dei migliori songwriter contemporanei. Sarà infatti Sun Kil Moon, pseudonimo di Mark Kozelek, il nome di punta della 23esima edizione dello storico festival umbro in programma ad Umbertide dal 23 al 26 luglio 2015.

Il rilancio – Edizione che in un certo senso fa ripartire “da zero” una manifestazione dalla lunga e gloriosa storia, iniziata con la prima edizione datata 1984: per alcuni anni il festival si è fermato, interrotto nel 1998 è ripartito poi nel 2005, per poi sospendersi nuovamente dopo l’edizione del 2012. Oggi la neonata Fondazione “SergioPerLaMusica” ha trovato la forza e il coraggio di ripartire con grande spirito, iniziando a mettere le basi anche per il consolidamento della manifestazione negli anni futuri. L’appuntamento con Kozelek sarà per giovedì 23 luglio, primo giorno del festival, alle ore 21 nella suggestiva cornice di piazza San Francesco, spazio che di nomi importanti della scena rock italiana e internazionale nel corso degli anni ne ha ospitati tanti.Una ripartenza quindi dalla città, Umbertide, dove tutto è nato negli ormai lontani anni ’80. Quello che in quel periodo è stato uno dei primi e più innovativi festival rock italiani e che ha cercato da allora di crearsi un’identità nel segno di progetti ispirati alla promozione delle nuove tendenze della cultura musicale contemporanea e giovanile in Italia, punta quindi a riproporre ancora oggi gli stimoli più interessanti della scena musicale attuale. Puntando sempre alla valorizzazione di tutto il patrimonio “underground”, ben oltre la canonica definizione di rock.

Filo rosso – Insomma, torna quindi un festival dall’importante passato e dalla forte identità artistica e culturale, una delle storiche kermesse musicali italiane che con passione cercherà in futuro di continuare a dire la sua nel panorama musicale nazionale, affrontando però anche le sfide del nuovo millennio.Non è dunque casuale la scelta di riprendere quel filo rosso, interrotto alcuni anni fa, con un artista che rispecchia le caratteristiche di quanti già in passato hanno calcato i palchi di Rockin’Umbria (tra gli altri, Penguin Cafè Orchestra, The Shamen, Third Ear Band, Caravan, Laika, Elvis Costello, Mike Patton, Kings of Convenience, Silver Jews, Micah P. Hinson, Van Der Graaf Generator, Nick Cave, The Veils, Joan As Police Woman, Marianne Faithfull, Patti Smith).

La leggenda – Sun Kil Moon lo scorso anno con il disco “Benji” è stato acclamato dalla stampa di tutto il mondo, con Kozelek che così ha confermato una fama che negli anni si era consolidata con una serie di dischi eccellenti. Già leader dei Red House Painters, band di culto della musica indipendente, dopo i problemi con la pubblicazione del loro album “Old Ramon”, legati al passaggio a una major, Mark Kozelek decide di intraprendere la carriera solista; pubblica sia album a suo nome (“Perils from the Sea”; “Mark Kozelek & The Desertshore”), che vari dischi sotto la sigla Sun Kil Moon.È con questo progetto, caratterizzato da un’evoluzione artistica straordinaria, che si è guadagnato la stima degli addetti ai lavori, conquistando anche un pubblico sempre più vasto; dopo “Ghost of the Great Highway” (2003, con Tim Mooney degli American Music Club alla batteria) e “Tiny Cities” (2005),  “April” (2008) vede la collaborazione di  Will Oldham (ovvero Bonnie Prince Billy) e Ben Gibbard (Death Cab for Cutie, Postal Service) e riceve un ottimo riscontro di critica, ottenendo recensioni eccellenti anche da Billboard e Mojo.

La carriera – Pubblicato nel 2014 dopo “Admiral Fell Promises” (2010) e “Among the Leaves” (2012), “Benji” si avvale di nuovo del contributo di Will Oldham e dell’esperienza di Steve Shelley (Sonic Youth) alla batteria; album cupo e incentrato sulle vicende personali dell’autore, riceve parole entusiastiche da tutta la stampa mondiale che lo accoglie come il suo lavoro migliore; l’autorevole rivista americana Pitchfork, uno dei media più influenti a nell’ambito dell’editoria musicale, capace perfino di determinare il successo di artisti quali Arcade Fire e Modest Mouse, ha inserito “Benji” nella classifica dei migliori album del 2014 e nella top 100 dei dischi dell’ultimo decennio.In questi giorni è uscito il suo nuovo album “Universal Themes” e per l’occasione l’artista ha intrapreso un tour europeo che lo porterà quindi ad esibirsi anche ad Umbertide per la gloriosa manifestazione Rockin’Umbria. Il musicista dell’Ohio, inoltre, appare in una delle prime scene di “Youth – La giovinezza”, il nuovo film di Paolo Sorrentino che con successo è in questi giorni nelle sale cinematografiche. Kozelek, chitarra e voce ed interpretando se stesso, si esibisce davanti al pubblico di vip che soggiornano nell’albergo in Svizzera dove è ambientata la pellicola. Con i suoi brani, inoltre, è entrato a far parte anche della bellissima colonna sonora. Anche in questo film, come in tutti gli altri del regista napoletano premio Oscar, la musica ha un ruolo fondamentale. E i brani del cantautore americano contribuiscono non poco a rendere ancora più suggestive le atmosfere di alcune importanti scene.

 

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