I pacchetti All’incontro, che si è tenuto al salone d’Onore di palazzo Donini, sono intervenuti anche gli attuali presidenti delle due banche Palmiro Giovagnola e Luca Pecetti, che nel nuovo istituto creditizio ricopriranno il ruolo di presidente e vicepresidente, Marcello Morlandi e Stefano Capacci, che di Bcc saranno rispettivamente, direttore e vicedirettore generale. L’incontro ha rappresentato l’occasione per presentare una serie di prodotti che la nuova banca metterà a disposizione dell’economia regionale. Il pacchetto denominato “100 milioni per l’Umbria” prevede finanziamenti a privati e famiglie, a imprese e professionisti. Tra le novità più rilevanti il pacchetto “Umbria verde” con finanziamenti al settore agricolo.
I dati Bcc Umbria, che avrà sede legale a Perugia e direzione generale a Moiano di Città della Pieve, amministrerà masse, tra raccolta e impieghi, per quasi 1 miliardo e 600 milioni di euro, conterà una trentina di filiali, quasi duecento dipendenti e 36mila clienti. Avrà un territorio di competenza pari a circa i due terzi dell’Umbria oltre ad alcuni comuni fuori regione. “La nostra – ha commentato Giovagnola – è una fusione strategica che ha origine prima ancora che ci fossero obblighi di legge e senza che avessimo necessità di carattere patrimoniale. Per non morire però in un futuro prossimo, abbiamo condiviso l’idea di crescere insieme, ovviamente senza snaturarci”. “Dimostriamo – ha affermato quindi Morlandi – di essere realtà dinamiche, protagoniste dell’industria bancaria e dell’economia reale ma anche della vita sociale e dei territori. L’Umbria ha finalmente una nuova grande banca locale che va a coprire il gap lasciato dalle vecchie banche popolari e casse di risparmio”.
La soddisfazione della Marini “La nuova banca, così come si configura – ha detto la presidente Marini – coprirà più di 2/3 del territorio regionale e, di conseguenza, garantirà maggiore penetrazione sul territorio stesso, rafforzando la capacità di credito anche in vista di nuovi scenari, non necessariamente negativi, che si potranno prefigurare in seguito all’esito del referendum sulla Brexit in Gran Bretagna. Il tema del credito in questi anni di crisi è stato molto dibattuto e, di certo c’è, che può essere garantito da banche di gradi dimensioni. In questo contesto dall’Umbria è arrivato un progetto lungimirante, in linea con la riforma delle banche di credito cooperativo, visto che con la nascita di Bcc, l’Umbria è protagonista di un processo di aggregazione studiato e portato avanti anticipando i tempi imposti dalla riforma stessa”.
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