“Tutto nasce – ha spiegato il procuratore capo di Catanzaro Vincenzo Lombardo – dalle indagini su Pietro Iannazzo, e si parte dai dirigenti della società sportiva Neapolis. Poi si arriva ai dirigenti della Pro Patria, e poniamo l’attenzione sul campionato di Lega Pro. Abbiamo tra i finanziatori tre tra serbi e sloveni, già conosciuti alle forze dell’ordine dei loro paesi, soggetti maltesi e un albanese, che alla fine viene sequestrato e pestato perché aveva perso dei soldi, scommettendoli in prima persona, che gli erano stati dati per aggiustare delle partite. Non potevamo intervenire prima perché avremmo svelato l’indagine su Iannazzo. Abbiamo una serie di soggetti che vanno e vengono tra Albania, Serbia, Slovenia e Malta, e temevamo potessero scomparire, come in parte è successo: non potevamo aspettare per far partire l’operazione”.
Da quanto si apprende, di Lauro (transitato nella Primavera del Perugia di Gaucci quando la squadra era allenata da Galeone) è stato individuato dal pm Romano come “unico rappresentante in Italia degli interessi dei “signori” delle scommesse dell’est Europa». L’ex difensore sarebbe quindi uno dei boss del gruppo che secondo l’accusa ha alterato in questi mesi le gare di Lega Pro.
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