lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Inchiesta “Dirty Soccer”, anche un ex giocatore del Perugia coinvolto

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

L'operazione della Polizia di Stato ha già portato a una cinquantina di fermi, tra calciatori, dirigenti e presidenti di club: inell'elenco anche Fabio di Lauro, con un passato nella Primavera dei grifoni.

 
Inchiesta “Dirty Soccer”, anche un ex giocatore del Perugia coinvolto
 C’è anche un ex giocatore del Perugia, Fabio di Lauro, tra i nomi coinvolti nell’inchiesta “Dirty Soccer” aperta dalla procura di Catanzaro, che ha portato al fermo di una cinquantina di persone tra calciatori, dirigenti e presidenti di club per associazione a delinquere, finalizzata alla frode sportiva aggravata dall’associazione mafiosa. Gli arresti, eseguiti dalla polizia di Stato, sono stati effettuati in 21 provincie italiane, tra Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Lombardia.  Ci sarebbero almeno cinque latitanti e oltre settanta indagati. Accertata l’esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare risultati degli incontri di Lega Pro e Serie D. Decine le partite combinate, almeno 30 le squadre coinvolte: Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lamezia, Sant’Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo. Nessuna società umbra risulta coinvolta nell’operazione ma nelle intercettazioni dell’inchiesta, secondo quanto appreso, sarebbe finito anche il Gubbio calcio.

“Tutto nasce – ha spiegato il procuratore capo di Catanzaro Vincenzo Lombardo – dalle indagini su Pietro Iannazzo, e si parte dai dirigenti della società sportiva Neapolis. Poi si arriva ai dirigenti della Pro Patria, e poniamo l’attenzione sul campionato di Lega Pro. Abbiamo tra i finanziatori tre tra serbi e sloveni, già conosciuti alle forze dell’ordine dei loro paesi, soggetti maltesi e un albanese, che alla fine viene sequestrato e pestato perché aveva perso dei soldi, scommettendoli in prima persona, che gli erano stati dati per aggiustare delle partite. Non potevamo intervenire prima perché avremmo svelato l’indagine su Iannazzo. Abbiamo una serie di soggetti che vanno e vengono tra Albania, Serbia, Slovenia e Malta, e temevamo potessero scomparire, come in parte è successo: non potevamo aspettare per far partire l’operazione”.

Da quanto si apprende, di Lauro (transitato nella Primavera del Perugia di Gaucci quando la squadra era allenata da Galeone) è stato individuato dal pm Romano come “unico rappresentante in Italia degli interessi dei “signori” delle scommesse dell’est Europa». L’ex difensore sarebbe quindi uno dei boss del gruppo che secondo l’accusa ha alterato in questi mesi le gare di Lega Pro.

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