L’iniziativa – All’incontro, che si è svolto nel salone d’onore di Palazzo Donini, erano presenti anche la presidente della Regione Catiuscia Marini, il segretario generale della Cgil di Perugia Vincenzo Sgalla e i vertici delle forze di polizia. Il dibattito si è concentrato soprattutto sulla questione della crisi economica che negli ultimi anni ha fortemente indebolito il tessuto imprenditoriale sano del nostro paese, favorendo l’emergere di un’economia illegale dedita alla corruzione e al riciclaggio.
La mafia è ovunque – L’incontro a Perugia è stata anche l’occasione per il procuratore nazionale Antimafia per tornare a parlare di infiltrazioni in tutto il territorio nazionale, dopo la presentazione di ieri a Roma della relazione annuale della Direzione nazionale antimafia. “Il mafioso non è più quello con la coppola e la lupara, – ha affermato Roberti – è sempre più difficile riconoscerlo dal momento che si presenta con gli abiti dell’imprenditore, a volte come un pubblico amministratore”. Nonostante in questi mesi numerose inchieste della magistratura hanno fatto emergere la presenza di personaggi legati alla malavita calabrese ma residenti in Umbria,” la regione si presenta ancora come un territorio sano, integro. Non ci sono collusioni con la politica e neppure con la collettività”.
Il ruolo della società civile – “Senza la collaborazione delle vittime e della società civile, le mafie non si sconfiggono. Tocca a noi uomini delle istituzioni, magistrati, poliziotti, politici meritare la fiducia dei cittadini, come diceva il giudice Falcone”, ha detto Roberti.
Corruzione – Emilia, Piemonte, Lombardia ma anche territori un tempo isole felici come l’Umbria sono oggi terreno fertile per la criminalità organizzata soprattutto in un momento di crisi come questo in cui “la corruzione pesa come piombo sulle ali della ripresa. In questo momento le imprese ritengono convenga piu’ accantonare i soldi per competere sul piano
della corruzione che investire sull’innovazione. I soldi cash nella valigetta – ha aggiunto – consentono di sopravvivere”. Roberti ha quindi sottolineato che “la corruzione e’ uno strumento di penetrazione tipico della mafia”. “Non lo abbiamo scoperto con Roma Capitale – ha sottolineato ancora – ma lo conosciamo da oltre trent’anni e funziona ancora in molte parti italiane”
“Un durc della legalità” – Di fronte al grave “terremoto occupazionale” generato da una crisi senza precedenti la Cgil di Perugia, anche alla luce delle ultime operazioni di magistratura e forze dell’ordine sul territorio, ha lanciato la proposta di dotarsi di strumenti e procedure sempre più consone per contrastare il malaffare e i tentativi di penetrazione delle organizzazioni criminali, anche e soprattutto nel tessuto economico.
Prevenzione – “Gli strumenti formali, però, non sono sufficienti”, ha affermato la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. “Dobbiamo rafforzare la prevenzione – ha detto Marini – attraverso meccanismi di selezione e qualificazione, attraverso liste di imprese di qualità, che siano consolidate e strutturate negli anni nel sistema degli appalti pubblici e non costituite ad hoc per vincere una gara. Da questo punto di vista – ha aggiunto – certamente l’esperienza della ricostruzione post terremoto del ‘97 è stata un bagaglio importante”.
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