Questo è quanto emerso dall’audizione dei rappresentanti della vitivinicoltura umbra (produttori, associazioni di categoria, consorzi di tutela) chiamati stamani dalla seconda commissione ad esprimere le proprie valutazioni sul ‘Progetto Vino’ elaborato dalla Giunta regionale per sviluppare la vitivinicoltura umbra. Il presidente della commissione, Gianfranco Chiacchieroni, nell’aprire il confronto, cui ha partecipato anche l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini, ha spiegato che sul documento sono già pervenute alcune osservazioni. Per Enzo Barbi (Consorzio Vino Orvieto) “pensare di aggregare i vari consorzi in un unico organismo è forse prematuro” mentre per Lorenzo Berti (Cantina coop Sasso dei Lupi) “una regione piccola come l’Umbria deve unificare gli sforzi dei tanti piccoli produttori locali”. Per Amilcare Pambuffetti (Consorzio Vini Montefalco) “meglio iniziative di promozione cui aderire volta per volta, piuttosto che istituire il consorzio unico o il marchio ‘Umbria’ su tutti i vini” mentre Marco Caprai (presidente Confagricoltura-Umbria) ha sottolineato come “occorre unire le forze sotto il denominatore comune del marchio ‘Umbria’ e sviluppare il massimo dell’impegno dei produttori”. “Le Coop vitivinicole umbre non hanno saputo avviare seri percorsi di aggregazione” ha detto Roberto Berioli (cantina coop Terre del Carpine), mentre per Roberto Montagnoli(Coldiretti-Umbria) “è urgente intervenire sul settore costruendo sul settore azioni univoche e utilizzando al meglio il marchio ‘Umbria’. Per Teresa Severini (Consorzio vini Torgiano), infine, “mettere insieme le forze per la promozione è la strada giusta ma l’immagine esterna dell’Umbria è troppo debole”.
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