lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Intervista a Francesco Cafiso, giovanissimo talento del jazz italiano

Francesco Cafiso torna a Perugia per Umbria Jazz con il suo ultimo progetto, il Francesco Cafiso Quintet. Tra un suo viaggio e l'altro, siamo riusciti a contattarlo

 
Intervista a Francesco Cafiso, giovanissimo talento del jazz italiano
Perugia. Francesco Cafiso, siciliano del 1989, è uno dei più precoci talenti nella storia del jazz. Ha iniziato a suonare a sette anni e a nove si esibisce con musicisti di fama internazionale quali, Bob Mintzer, Maria Schneider, George Gruntz, Gianni Basso e molti altri. Ha vinto diversi premi importanti tra i quali il Premio Nazionale Massimo Urbani a Urbisaglia, il premio EuroJazz a Lecco, l’International Jazz Festivals Organization Award a New York, la World Saxophone Competition a Londra, il Django d’Or a Roma e ha ricevuto molti altri prestigiosi riconoscimenti. A due anni dall’ultima partecipazione a Umbria Jazz, Francesco Cafiso torna al festival di Perugia con il suo ultimo progetto, il Francesco Cafiso Quintet. Tra un suo viaggio e l’altro siamo riusciti a contattarlo; segue l’intervista.

Ha iniziato a suonare molto presto; ha perso qualcosa della sua adolescenza? Ha rimpianti?
Assolutamente no perché la musica è la mia vita e l’ho vissuta come se fosse un gioco. Andando avanti è diventata sempre più importante ma ho fatto tutto con la massima naturalezza, di conseguenza mi sono divertito tantissimo e continuo a farlo.

Ha già collezionato tante esperienze musicali. Con chi le piacerebbe ancora suonare?
Non c’è un artista in particolare con il quale mi piacerebbe suonare; cerco di rubare gli ingredienti migliori da ogni musicista che mi capita di incontrare e non da uno in specifico. Mi piace l’idea di potermi confrontare con musicisti anche di diversa estrazione musicale, non necessariamente di jazz.

Gira il mondo e suona con musicisti di fama internazionale; ha un aneddoto simpatico da raccontarci?
In questo momento ricordo un episodio legato a Wynton Marsalis che nel 2004, alla fine di un concerto a Parigi, mi disse: “Farò di te una leggenda”.

Un luogo, una città o un artista che porta nel cuore…
Wynton Marsalis. É il musicista che mi ha scoperto, che mi ha portato alla ribalta. Negli anni ho poi incontrato e suonato con molti musicisti e, tutti loro li ricordo con piacere.

Come direttore artistico del Vittoria Jazz Festival a Vittoria, la sua città natale, ha dei suggerimenti per gli organizzatori di Umbria Jazz?
No, come potrei. È il festival più importante e ha fatto la storia del jazz in Italia e tutti gli altri festival più piccoli si rifanno a questo modello.

Nel 2009, Umbria Jazz lo ha nominato “ambasciatore della musica jazz italiana nel mondo”. Come vive questo ruolo?
È un riconoscimento che mi lusinga, mi onora ma quando salgo sul palcoscenico dimentico tutto. Vivo la musica così profondamente che i titoli, per quanto importanti, sono secondari; mi concentro sulla musica e sull’esibizione.

Ci parla del suo ultimo progetto, il Francesco Cafiso Quintet?
Progetto recentissimo concretizzato da pochi mesi. Si tratta di una formula molto interessante; è un quintetto formato da Sassofono, Trombone, Contrabasso, Pianoforte e Batteria. Al Trombone Humberto Amesquita, Mauro Schiavone al Pianoforte, Giuseppe Bassi al Contrabasso e alla Batteria Roberto Pistolesi. Siamo tutti e cinque musicisti di estrazione jazzista ma non ci limitiamo al jazz, andiamo oltre. Il progetto è dedicato alla Sicilia, la mia Sicilia.

Francesco Cafiso saluta i lettori di Perugia Online e noi lo ringraziamo per la sua gentilezza e disponibilità e ci complimentiamo per il concerto tenuto venerdì 18 luglio al Teatro Morlacchi durante il quale abbiamo potuto ascoltare qualche brano del suo disco-tributo alla Sicilia.

Foto by Sabrina Pugliese

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