lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Jazz made in Italy con Danilo Rea e i Doctor3

Dopo una pausa di cinque anni, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra si riuniscono per dar vita a un nuovo album: Doctor 3 uscito lo scorso mese di giugno. Una successione di brani eseguiti con un'armonia da nuoto sincronizzato

 
Jazz made in Italy con Danilo Rea e i Doctor3
Perugia. Il primo appuntamento con il jazz italiano è riservato a un trio d’eccezione formato da Danilo Rea al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria che dal palco del teatro Morlacchi catturano il pubblico con la loro esibizione.

La formazione della band risale al 1997 in occasione del loro primo disco, The Tales of Doctor 3, giudicato miglior album italiano dell’anno dalla rivista Musica Jazz nel 1998. La stessa rivista li ha anche decretati miglior gruppo jazz italiano negli anni 1999, 2001 e 2003. La caratteristica della band è quella di sfruttare la canzone italiana come elemento base allo sviluppo dell’improvvisazione. Il percorso del gruppo prosegue utilizzando materiali musicali eterogenei per una rilettura originale in chiave jazz di artisti del calibro di Pietro Mascagni, Sting, dei Beatles, Red Hot Chili Peppers, Domenico Modugno e Tom Waits.

Il nuovo album. Dopo una pausa di cinque anni, i tre si riuniscono per dar vita a un nuovo album, uscito lo scorso mese di giugno, che riprende il nome della band.  Questo nuovo lavoro discografico contiene elementi innovativi rispetto ai precedenti; non saltano più da un brano all’altro, ma mantengono una creatività di note immancabile nelle performance live. Non cambia lo stile del gruppo e il repertorio non mette limiti ai generi musicali, anche se i 12 brani del nuovo album evidenziano una prevalenza di derivazione anni ’60 e ’70 con brani di David Bowie, The Doors, Bee Gees, Beatles, Henry Mancini, Carole King, Leonard Cohen.

Al pubblico del Teatro Morlacchi hanno regalato una successione di circa dieci brani eseguiti con un’armonia da nuoto sincronizzato. Un tutt’uno coi loro strumenti, hanno emozionato, divertito e intrattenuto il pubblico con battute e sguardi complicità.

Non è mancato un omaggio al contrabbassista jazz americano Charlie Haden, spesso al fianco di Keith Jarret, scomparso a Los Angeles il 12 luglio, giorno di apertura di Umbria Jazz 2014.

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