“Sono grato per l’incarico ricevuto – spiega il Lignani Marchesani – , ma non risponderò alle logiche del “Patto del Nazareno”: sono uscito dal Popolo della Libertà perché contrario ai verticismi di partito, dunque non andrò certo a votare per il Quirinale eseguendo gli “ordini” di Silvio Berlusconi”.
“Ascolterò ovviamente i consigli di tutti – continua il vice presidente del consiglio regionale – ed in particolare di coloro che mi hanno votato, ma sia ben chiaro che la mia elezione non risponde a logiche di spartizione nazionale, bensì a parametri prettamente locali e ha trovato in coloro che sono stanchi dei “tavoli” romani i principali sostenitori. Sono consapevole che il presidente della Repubblica debba essere un personaggio garante di tutte le tradizioni politiche della Storia italiana e sono perciò disponibile a votare anche un uomo o una donna di sinistra, purché possa rappresentare i Valori della Nazione, della famiglia e delle Radici cristiane, intese laicamente come principi cardine della storia e della cultura italiana”.
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