Il sindacato è stato accolto a Perugia dal presidente del consiglio comunale, Leonardo Varasano, che ha sottolineato come “questa aula sia il luogo ideale per parlare di lavoro e quindi di una Carta dei diritti universali”. Assente invece il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e con lui i rappresentanti della giunta.
Apprezzamento per la Carta e per il tentativo di “estendere e riunificare i diritti” è stato espresso negli interventi dei rappresentanti dei lavoratori e dei pensionati e anche delle forze politiche presenti (Pd, Socialisti e Italia dei Valori). Per Tommaso Bori, consigliere comunale del Partito Democratico: “Quella di oggi della Cgil è un’iniziativa al servizio della città, perché si porta nel luogo della democrazia cittadina una proposta che punta a restituire dignità al lavoro. Per questo – ha detto Bori – avrei voluto che fossero presenti anche il primo cittadino e i rappresentanti del governo della città, che invece non sono qui”.
“Da 20 giorni il dibattito pubblico di questa regione ruota intorno a 5 nomi per 5 caselle di dirigenti della Sanità – ha denunciato nel suo intervento Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria – e questo per noi è intollerabile, perché là fuori ci sono 80mila nostri concittadini che sono in una drammatica condizione di difficoltà occupazionale. La Cgil, con la Carta dei diritti, e con l’iniziativa unitaria su pensioni e nuovo modello contrattuale cerca di dare risposte ai problemi reali delle persone. Per questo – ha concluso Sgalla – domani saremo in piazza sotto la prefettura di Perugia con le altre organizzazioni sindacali e con il nostro segretario Susanna Camusso”.
Il D-day della Cgil di Perugia è poi proseguito in altre 8 città della provincia: Assisi, Foligno, Città di Castello, Marsciano, Panicale, Norcia, Gubbio e Spoleto.
Dalla seconda metà di marzo la campagna della Cgil sulla Carta dei diritti universali del Lavoro entrerà nella “fase II”, con l’apertura della raccolta firme a sostegno della legge di iniziativa popolare. La Cgil allestirà per questo punti di informazione e raccolta firme prima di tutto nelle sue sedi e poi nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nei mercati, durante le manifestazioni pubbliche.
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