Gli obiettivi “Già esiste un comitato tecnico di monitoraggio dell’attuazione del piano aria – ha spiegato l’assessore Cecchini – ma vogliamo iniziare a costruire un programma in questo momento in cui nessuno sta sforando i limiti previsti, per arrivare, quando ci sarà bisogno, ad avere in tutto il territorio regionale stesse azioni e modalità d’intervento. Vogliamo, inoltre, individuare, anche d’intesa con gli assessorati regionali a trasporti, sviluppo economico, agricoltura e sanità, interventi strutturali per incidere nel contenimento delle emissioni che provocano sforamenti consistenti e che negli ultimi anni hanno causato diverse problematiche”. Il tavolo ha il compito di promuovere l’adozione di misure d’urgenza omogenee e temporanee, da parte dei sindaci dei Comuni interessati nel caso di prolungati periodi di sforamento dei limiti di legge, ma soprattutto di misure strutturali che consentano di ridurre nel medio periodo le emissioni di inquinanti in atmosfera (dovute in particolare a traffico e riscaldamento domestico) e climalteranti per conseguire obiettivi stabili di miglioramento della qualità dell’aria.
Gestire le emergenze Il piano dell’aria, ha fatto notare la Cecchini, “dice già come bisogna agire in caso di emergenza e questo è ribadito dal documento che il Ministero dell’ambiente ha messo a disposizione di Regioni e Comuni nel dicembre scorso. Il dovere morale e politico delle istituzioni, d’intesa con i soggetti preposti, però, è quello di lavorare per interventi strutturali perché si possa incidere durante tutto l’anno nella mitigazione dei rischi”. Il piano prevede infatti di verificare la possibilità di adottare misure strutturali che possano conseguire, anche tramite progetti speciali, concreti risultati di riduzione di emissioni inquinanti per ciascun settore, come ad esempio traffico, riscaldamento e impianti industriali, individuando interventi, tempi di attuazione e modalità di finanziamento.
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