“La Regione Umbria non ha promosso questo progetto, anche perché ritengo che non debbano essere le istituzioni a riscrivere la storia di Perugia, come di ogni altra città, e pertanto non condivido l’impostazione del dibattito scaturito attorno alla manifestazione – dice l’assessore – quando si affida a questa il ruolo di ricostruire l’identità del capoluogo di regione o di snaturarla. L’identità si rafforza impegnandosi per la riqualificazione e la rivitalizzazione degli spazi e dei luoghi per le attività culturali, per servizi che favoriscano la coesione e l’inclusione sociale, l’aggregazione dei cittadini. È su questi ambiti che preferisco concentrare l’attenzione: sulla funzione del rinnovato Turreno, sull’educazione culturale, le forme artistiche, con il coinvolgimento attivo dei ‘saperi’ che esprime Perugia e la nostra regione e di tutta la comunità, in particolare dei giovani, con progetti e una visione di insieme”.
“Al suo esordio – aggiunge – il progetto ‘Perugia 1416’ ha suscitato interesse e non solo contrarietà fra i perugini, chiamati ad esserne protagonisti. Siano loro a valutare se approfondire quel periodo storico e favorirne la conoscenza è utile e confacente a Perugia. Se la faranno propria, ed è già alto il numero di istituzioni culturali e associazioni che si sono aggiunte al gruppo dei fondatori, potrà caratterizzarsi come iniziativa di aggregazione sociale e valorizzazione urbana. Con questi presupposti la Regione – conclude l’assessore Cecchini – è pronta a dare il suo sostegno al progetto di Perugia 1416 così come sostiene, con le modalità previste dalla specifica legge regionale e purtroppo con scarse risorse finanziarie a disposizione, le manifestazioni che sono espressione del patrimonio culturale e storico della comunità regionale”.
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