Unipg. La ricerca è stata presentata all’Expo di Milano dal presidente di Isca, Mogens Kirkeby, dal presidente del Coni Giovanni Malagò e dalla professoressa dell’Università di Perugia Claudia Mazzeschi. L’inattività fisica grava sul sistema sanitario e si traduce in costi economici annuali di oltre 12 miliardi di euro, equivalenti all’8,9% della spesa sanitaria italiana. Il 38% delle donne non è sufficientemente attivo, contro il 28% degli uomini. “La ricerca – spiega una nota – dimostra anche che l’inattività fisica favorisce lo sviluppo di disturbi dell’umore, l’aumento dello stress e dell’ansia. Si calcola che ridurre di un quinto il livello di sedentarietà permetterebbe di risparmiare 2,4 miliardi di euro all’anno e ridurre vari disturbi dell’umore”.
Mezzo milione di morti. A livello europeo, l’Oms stima che un quarto degli adulti e quattro quinti degli adolescenti siano insufficientemente attivi. Questo provoca 500 mila decessi all’anno, con costi economici pari a 80,4 miliardi all’anno.
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